Appendino indagata, Esposito (Pd): "M5S si scontrano con loro incoerenza"

17 ottobre 2017 ore 12:36, Americo Mascarucci
"Chiara Appendino indagata per falso ideologico da Procura Torino. Per quanto mi riguarda massimo garantismo anche per lei noi non siamo grillini". E' il post pubblicato dal senatore Stefano Esposito del Partito Democratico a commento della notizia dell'avviso di garanzia recapitato al sindaco di Torino Chiara Appendino e all'assessore al Bilancio Sergio Rolando. I predecessori della Appendino avevano contratto un debito da 5 milioni di euro con la società Ream della Fondazione Crt, che aveva anticipato come caparra la somma per assicurarsi un diritto di prelazione per la costruzione di un grosso centro commerciale sull’area ex Westinghouse. Quei soldi, secondo gli accordi, dovevano essere restituiti nel 2017, visto che poi il progetto in questione è stato accantonato. Nel bilancio 2016, però, quella cifra sarebbe scomparsa. Intelligonews ha contattato Esposito.
Appendino indagata, Esposito (Pd): 'M5S si scontrano con loro incoerenza'

Lei è garantista, ma fosse toccato ad un sindaco del Pd i grillini lo sarebbero stati altrettanto?

"Ci tenevo a riaffermare la mia differenza totale nel dna, nella cultura politica, nell'etica, nella morale rispetto al Movimento 5Stelle su questi temi. Noi siamo garantisti con tutti, amici ed avversari. Per l'appunto non siamo grillini". 

Però quanto meno l'Appendino non si sarebbe dovuto autosospendere? In altri casi l'autosospensione è stata pretesa anche soltanto davanti ad un avviso di garanzia. Per Raggi addirittura nemmeno di fronte alla richiesta di rinvio a giudizio?

"Questa domanda andrebbe girata a chi nel M5S ha cambiato le regole a seconda delle convenienze".

A chi in particolare?

"Io la rivolgerei in primo luogo a Luigi Di Maio visto che il leader designato è lui. Mi pare evidentente che si stanno scontrando con la loro incoerenza".

Clementi con Raggi e Appendino, intransigenti con Pizzarotti. Forse perché il sindaco di Parma aveva osato sfidare Grillo?

"E' certo che le regole nel M5S si applicano ai nemici ma non agli amici. Per questi si possono adattare in base alle convenienze e agli interessi del momento. Anche in questo siamo diversi. Le regole o ci sono o non ci sono e se ci sono si applicano a tutti o a nessuno, senza distinzioni, pregiudizi, o simpatie. Altrimenti poi si finisce con il perdere credibilità". 

  
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