Pensioni: nessuna rivalutazione 2017. Da aprile assegno più basso

18 gennaio 2017 ore 11:52, Luca Lippi
Non ci sarà alcuna rivalutazione delle pensioni per il 2017. La minima resta fissata a 501,89 euro mensili.
Si legge nella circolare dell' Inps “i valori provvisori dell'anno 2017 sono identici a quelli definitivi dell'anno 2016. Le pensioni, gli assegni vitalizi, gli assegni e le pensioni sociali sono stati quindi posti in pagamento nello stesso importo di dicembre 2016”.
I valori provvisori del 2017 sono identici a quelli definitivi del 2016. Questo è quello che fa sapere l’Inps ai pensionati italiani. Nessun cambiamento dunque, e nessuna rivalutazione delle pensioni, che resteranno esattamente le stesse dello scorso anno, con la minima fissata ad euro 501,89.
Dal mese di aprile 2017 si recupererà lo 0,1 % in quattro rate, data l’inflazione del 2015. Ecco quanto riportato nella circolare ufficiale Il recupero del differenziale negativo pari allo 0,1%, relativamente ai ratei corrisposti nel 2015 viene effettuato in massimo 4 rate, dalla mensilità di aprile 2017, con il limite minimo di 1 euro per ciascuna rata. Gli importi inferiori a 1 euro vengono recuperati in unica soluzione”. Il recupero era stato infatti bloccato nel 2016 e rimandato a quest’anno.

Pensioni: nessuna rivalutazione 2017. Da aprile assegno più basso

Nel dettaglio
Per il trattamento minimo riservato ai lavoratori dipendenti e autonomi (preso come base anche per l'individuazione dei limiti di riconoscimento delle prestazioni collegate al reddito) il valore riportato nella tabella dell'Inps è a 501,89 euro mensili, per un importo annuo di 6.524,57 euro. 
Gli indici di rivalutazione definitvo per il 2016 e provvisorio per il 2017 si attuano anche per le prestazioni a carattere assistenziale. 
Per le pensioni sociali l'importo definitivo per il 2016 mensile è 369,26 per un importo annuo di 4.800,38., stesso importo per i valori provvisori delle pensioni del 2017.
Le parti sociali si schierano al fianco del Governo Gentiloni sullo stop al recupero del differenziale negativo dello 0,1% sugli assegni previdenziali per via dell'abbassamento dell'inflazione nel 2015, mentre si resta in attesa dei decreti attuativi della riforma Pensioni e delle possibili modifiche relative all'Anticipo pensionistico e all'Opzione Donna che sono state anticipate ieri.
autore / Luca Lippi
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