Bankitalia, mozione anti-Visco spacca il Pd. Attacco di Mucchetti e parla Renzi

18 ottobre 2017 ore 10:36, Americo Mascarucci
E' scontro fra il Quirinale e via del Nazareno dopo la presentazione anti-Visco del Partito Democratico. I Dem hanno chiesto discontinuità rispetto alla gestione di Bankitalia puntando il dito contro l'attuale governatore accusato di non aver adeguatamente vigilato sull'affair banche. Mozione che però ha finito per spaccare anche il Pd. Il problema è che Mattarella e Gentiloni pare fossero già d'accordo sul rinnovo per ulteriori sei anni di Visco il cui mandato scade il prossimo 31 ottobre. Una mossa quella del Pd che ha spiazzato tanto il Quirinale che Palazzo Chigi. Rumors riferiscono di una mozione molto più dura con tanto di accuse esplicite nei confronti del governatore, in seguito mitigata proprio per l'intervento di Gentiloni e del ministro dell'Economia Padoan che avrebbe chiamato il Premier al telefono urlando contro l'iniziativa non concordata del Pd. E così la mozione è stata depurata. Nessun attacco esplicito a Visco, ma soltanto la richiesta di una discontinuità nella gestione di Palazzo Koch.
Bankitalia, mozione anti-Visco spacca il Pd. Attacco di Mucchetti e parla Renzi

LA MOZIONE
Nella mozione del Pd si sostiene che "la nomina del governatore di Bankitalia è una scelta molto delicata anche perché l'efficacia dell'azione di vigilanza della Banca d'Italia è stata, in questi ultimi anni, messa in dubbio dall'emergere di ripetute e rilevanti situazioni di crisi o di dissesto di banche, che avrebbero potuto essere mitigate nei loro effetti da una più incisiva e tempestiva attività di prevenzione e gestione".  Alla fine insomma non si cita Visco ma appare evidente come il destinatario dell'attacco sia sostanzialmente lui. 
Va detto che la nomina o la riconferma del governatore di Bankitalia non compete al Parlamento ma al Presidente del Consiglio e al Capo dello Stato. Gentiloni avanza la proposta che deve essere votata dal Consiglio dei ministri e poi Mattarella firma il decreto di nomina. La mossa del Pd ha evidentemente un chiaro intento politico. C'è chi vede dietro la mozione il tentativo di Renzi di smarcarsi da ogni responsabilità circa la riconferma di Visco che i 5Stelle e la Lega Nord accusano di non aver vigilato sugli istituti di credito protagonisti dei recenti scandali finanziari. Alla fine se Visco sarà riconfermato, la responsabilità sarà di Gentiloni e Mattarella, non sua visto che il Pd, per l'appunto, ha chiesto un cambio di passo.

PD SPACCATO
La mozione però ha creato spaccature fra gli stessi Dem. "La mozione del Pd contro il governatore della Banca d'Italia è un'iniziativa sbagliata, inopportuna, incomprensibile - attacca il senatore Pd Massimo Mucchetti, presidente della commissione Industria in un'intervista a Repubblica. "L'autonomia e l'indipendenza della Banca d'Italia sono beni preziosi, oggetto in passato di attacchi irresponsabili da parte della politica. Le modalità di nomina del governatore sono stabilite dalla legge, così la governance. Ridurre tutto alla demagogia di una mozione significa minare il ruolo del Quirinale e di Palazzo Chigi nella procedura di nomina del governatore, senza avere il coraggio di modificare in modo aperto e trasparente le regole. Capisco poco anche le opposizioni perché con il loro agitarsi contro la Banca d'Italia non fanno altro che favorire la designazione di personalità nel segno delle manovre opache sin qui attribuite al Nazareno" conclude Mucchetti.
Parole pesanti cui fanno eco quelle della promotrice della mozione Silvia Fregolent vicepresidente del gruppo Dem alla Camera: "Noi non abbiamo voluto creare nessun conflitto perchè altrimenti avremmo presentato una  mozione che sfiduciava Visco come hanno fatto Lega e Cinque Stelle, tra l'altro avendo anche l'astensione di Forza Italia e Mdp che oggi criticano sui giornali l'azione del Pd. Che il governo nom abbia vigilato sulle banche - attacca Fragolent - non è vero, non spettava al governo vigilare. Chi doveva vigilare è un istituto che si chiama Banca d'Italia. Quando si dice che le istituzioni devono essere rispettate, noi le rispettiamo, ma noi siamo anche le istituzioni, siamo il Parlamento, siamo un partito popolare che cerca di essere a contatto con i cittadini e i problemi dei cittadini".
E anche Matteo Renzi cerca di smarcarsi dall'iniziativa (a metà): "Io non ho ruolo in questa vicenda - ha specificato - sono uno molto rispettoso delle istituzioni, penso quindi che il compito appartenga al presidente del Consiglio che si chiama Paolo Gentiloni. Farà il governo le valutazioni che deve fare secondo un iter che prevede l'intervento del Presidente della Repubblica. Il Pd non ha messo in discussione le regole del gioco o il rispetto istituzionale. Il corso istituzionale prevede che il governo faccia la propria parte. La mia opinione sul passato l'ho scritta in un libro. Non ci prendiamo in giro, secondo me tante responsabilità e tanti ruoli, anche dei vertici della Banca d'Italia, devono essere valutati. In questi anni il Pd non è certo responsabile della crisi delle banche, spero che anche gli altri possano dire lo stesso". 

L'ATTACCO DI CAMUSSO
E sulla vicenda interviene anche il segretario della Cgil Susanno Camusso. "Se si pensa di non riconfermare Visco, lo si deve fare sulla base di ragioni che non mettano a rischio la credibilità del Paese - dichiara - l'immagine che rende di più la valutazione della giornata di ieri è un ministro sempre così pacato come Padoan che si mette ad urlare al telefono. Questo dà l'idea della leggerezza con cui si affronta un tema così importante come quello della indipendenza delle istituzioni del paese". 

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