Legge elettorale, spunta il Rosatellum bis: chi lo vuole e chi no

19 settembre 2017 ore 11:13, Americo Mascarucci
Si sta cercando in queste ore un accordo su una nuova legge elettorale che possa trovare la più ampia convergenza possibile. L'ultima idea che starebbe circolando nel palazzo prevede una sorta di ribaltamento del Mattarellum. La bozza, che sembra porti la firma del parlamentare Dem Ettore Rosato, prevederebbe una quota proporzionale del 64% da concretizzare con mini listini bloccati (per aggirare così la sentenza della Consulta che boccia le liste bloccate lunghe) e la restante quota maggioritaria al 34% con collegi uninominali ad elezione sicura per il più votato. La soglia di sbarramento resterebbe fissa al 5%.
Legge elettorale, spunta il Rosatellum bis: chi lo vuole e chi no
La proposta troverebbe il consenso del Partito Democratico e della Lega Nord e il no secco del Movimento 5Stelle che si è detto contrario ad un sistema elettorale misto maggioritario e proporzionale. E' evidente che in base ai sondaggi che stanno circolando, ai pentastellati convenga sempre di più un sistema proporzionale in grado di premiare i partiti e non le coalizioni e che quindi non renda necessario il ricorso alle alleanze visto che i 5S non intendono fare accordi elettorali con nessuno. 

IL NODO FORZA ITALIA
Resta in bilico Forza Italia. Ufficialmente il partito azzurro si è detto contrario ad approvare una legge elettorale diversa dal sistema tedesco su cui prima dell'estate le forze politiche, dal Pd al M5S passando per berlusconiani e leghisti, erano sembrati aver raggiunto un accordo. Poi tutto è saltato, ma per i forzisti è necessario ripartire da lì. Tuttavia dentro Forza Italia c'è chi starebbe lavorando per convincere Berlusconi ad accettare questa soluzione che permetterebbe agli azzurri di contarsi col Carroccio nel proporzionale e allontanerebbe l'ipotesi del ricorso obbligato alla lista unica con Lega e Fratelli d'Italia per poter aspirare al premio di maggioranza previsto dall'Italicun. Ma le perplessità di Berlusconi sussisterebbero sulla quota maggioritaria. 
Nei collegi uninominali infatti Forza Italia al Nord sarebbe comunque costretta ad allearsi con la Lega: il leader forzista teme un rafforzamento dell'asse Salvini-Toti e il rischio di ritrovarsi nel gruppo parlamentare azzurro, esponenti troppo filo- Carroccio. E il fatto che Salvini sia favorevole a questa proposta non fa che accrescere le diffidenze del Cavaliere che, inutile nasconderlo, guarda con molto più favore alle larghe intese col Pd dopo il voto che non ad una prospettiva di governo di centrodestra con la Lega. Però alla fine di fronte all'impasse istituzionale, accettare questa soluzione potrebbe rivelarsi anche per Berlusconi il male minore. 
Sull'altro-fronte il Pd deve fare i conti con l'opposizione di Area Popolare contraria ad uno sbarramento troppo alto che impedirebbe matematicamente alla truppa alfaniana di rientrare in Parlamento. Ma l'obiettivo di Renzi inutile dirlo è quello di costringere Alfano a liste comuni col Pd e lo sbarramento al 5% renderebbe questa ipotesi quasi obbligata per i centristi. Del resto l'alleanza Pd-Ap in Sicilia sarebbe nell'ottica renziana il primo passo in questa direzione. 

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