Contro gli stupri, per Raggi servono "leggi speciali": cosa dice il Codice

19 settembre 2017 ore 13:48, Luca Lippi
Dopo gli ultimi casi violenze sessuali, la Raggi chiede al governo leggi speciali. Nello specifico il sindaco di Roma ha affermato: "Quello che sta accadendo contro le donne è mostruoso: è un settembre nero per l'Italia" e poi ha proseguito: "Penso alle ultime tragedie a Rimini, nella nostra città, a Lecce e oggi anche a Catania. E' inaccettabile. Bisogna agire ora. Il governo intervenga subito anche con leggi speciali". Dunque l’affermazione del sindaco è una richiesta per fronteggiare il fenomeno degli stupri che non è solo romano. Infatti riguardo la Capitale il sindaco ha annunciato che è stato convocato per domani il Comitato sicurezza in Prefettura. A che serve se non ci sono ancora le ‘leggi speciali’?
Contro gli stupri, per Raggi servono 'leggi speciali': cosa dice il Codice

LA LEGGE ATTUALMENTE IN VIGORE SULLO STUPRO
La violenza sessuale è un reato contro la persona disciplinato dagli art. 609 bis e segg. del codice penale italiano. Il legislatore disciplinando il reato di violenza sessuale ha articolato due fattispecie principali: la violenza sessuale per costrizione e la violenza sessuale per induzione, per le quali ha stabilito una pena che va da cinque a dieci anni di reclusione, nonché altre fattispecie per le quali ha previsto pene edittali anche maggiori.
Con la novella introdotta dalla L. 15 febbraio 1996, n. 66, che ha abrogato solo il Capo I della vecchia legge, la materia è stata più correttamente inquadrata all'interno della categoria dei delitti contro la persona (precisamente quelli contro la libertà personale), ponendo in rilievo il carattere offensivo delle condotte punite nei confronti del bene giuridico della libertà sessuale e non più di quelli della moralità e del buon costume, ed è ora disciplinata dagli artt. 609-bis e seguenti c.p.
Il Legislatore ha, così, posto sullo stesso piano tutte le condotte lesive del bene giuridico protetto, eliminando la distinzione fondata sul criterio della congiunzione carnale, e sanzionandole in maniera assai più severa, con la pena della reclusione da cinque a dieci anni, sebbene al comma 3 dell'art. 609-bis abbia preveduto la ipotesi dei "casi di minore gravità", per i quali la suddetta pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi.
L'art. 609-bis c.p. prevede la pena della reclusione da cinque a dieci anni per
-chiunque con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità costringe taluno a compiere o subire atti sessuali;
-chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali: abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto oppure traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona.
L'ultimo comma della predetta disposizione stabilisce una diminuzione della pena non eccedente i due terzi per i casi di minore gravità.
L'art. 609-ter (Circostanze aggravanti) stabilisce la pena della reclusione dai 6 ai 12 anni se la violenza è commessa:
-nei confronti di una persona che non ha compiuto gli anni quattordici;
-nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni sedici della quale il colpevole sia l'ascendente, il genitore anche adottivo, il tutore;
-con l'uso di armi o di sostanze alcoliche, narcotiche o stupefacenti o di altri strumenti o sostanze gravemente lesivi della salute della persona offesa;
-da persona travisata o che simuli la qualità di pubblico ufficiale o di incaricati di servizi pubblici;
-su persona comunque sottoposta a limitazioni della libertà personale;
-bis all'interno o nelle immediate vicinanze di istituto d'istruzione o di formazione frequentato dalla persona offesa
L'art 609-quater c.p. disciplina la fattispecie di "atti sessuali con minorenne", punita con la medesima pena prevista per l'art 609-bis c.p. In questa situazione si punisce chi compie atti sessuali al di fuori delle ipotesi precedenti (quindi senza costrizione o induzione) ai danni di:
- chi non ha compiuto gli anni quattordici
- chi non ha compiuto gli anni sedici, quando il colpevole sia legato al minore da una relazione qualificata (genitore, tutore, convivente, ovvero altra persona cui per ragioni di cura, vigilanza, custodia, istruzione il minore è affidato)
Nel terzo comma l'articolo punisce anche chi compie atti sessuali con minore di anni 18 e maggiore di anni 16, sempre che i due soggetti siano legati da una relazione qualificata e che il colpevole abusi dei poteri connessi alla sua posizione.
E' importante sottolineare che il 4 comma dichiara non punibile chi compie atti sessuali con un minore che abbia compiuto almeno 13 anni, se la differenza di età tra i soggetti non è superiore ai tre anni.
Un'altra fattispecie di violenza sessuale è quella di gruppo (articolo 609-octies): i coautori sono puniti con la reclusione da 6 a 12 anni. Se la violenza sessuale è commessa su minori di anni dieci la pena è la reclusione da 7 a 14 anni.
Gli artt. 609-bis e seguenti del codice penale italiano puniscono non solo lo stupro - inteso come congiunzione carnale non consensuale - ma più in generale qualsiasi costrizione a compiere o subire atti sessuali. La giurisprudenza della Cassazione ha interpretato questo concetto in modo via via più estensivo.

DA NON SOTTOVALUTARE
Commette reato di violenza sessuale chi insiste nel rapporto sessuale nonostante la donna, pur essendo stata all’inizio consenziente, si rifiuti di proseguire perché non gradisce le modalità violente di consumazione dello stesso.
Il consenso deve infatti durare per l’intero rapporto sessuale senza soluzione di continuità altrimenti l’unione diventa stupro.
È quanto definito dalla Cassazione che ha condannato un ventitreenne il quale, con violenza e minaccia, aveva costretto la propria ragazza, peraltro minorenne, a rapporti sadomaso. La vittima, pur avendo accettato altri rapporti, si era opposta esplicitamente alle forme e modalità eccessivamente violente poste in essere dal giovane prevaricatore.

LE LEGGI SPECIALI
A cosa si riferisca il sindaco di Roma quando invoca ‘leggi speciali’ non è stato precisato. Tuttavia è bene chiarire che una legge speciale è una legge ordinaria come tutte le altre. Si definisce speciale perché tratta di una materia determinata, cioè specifica; pertanto la legge ordinaria può essere sia speciale che generale. La differenza è a livello di generalità o specificità della materia oggetto della legge stessa (non del procedimento di legiferazione). Si può concludere con logica che il codice penale abbia considerato nel particolare la procedura e le fattispecie per perseguire il reato di violenza sessuale. Sicuramente il sindaco di Roma non avrà voluto intendere leggi tipo ‘coprifuoco’ o esecuzione sul posto. Urge un chiarimento. Allo stato attuale, basterebbe ripristinare illuminazione adeguata, controlli serrati e aumento della sicurezza in generale per alimentare la presenza di persone in strada. Tutto il resto rischia di essere incomprensibile.

#Raggi #LeggiSpeciali #Stupri

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...