Ricalcolo vitalizi parlamentari, Boeri: "Prendete in giro gli italiani"

02 agosto 2017 ore 12:34, Luca Lippi
Boeri sulla vicenda dei ‘vitalizi’ grida allo scandalo e si schiera con i cittadini: “Si prendono in giro”. In sostanza Il presidente dell’Inps da soggetto pagatore si schiera anche nella parte di tribuno scoprendosi grande alleato esterno di chi vuole tagliare drasticamente i vitalizi per i politici. Fino a ora è sfuggita qualcosa nella narrazione del percorso politico della legge sulla cancellazione dei vitalizi. Prima di tutto i vitalizi non ci sono più per legge dal 2012, e secondo punto, sfugge l’autidichia di cui godono da sempre i regolamenti delle due Camere.
Ricalcolo vitalizi parlamentari, Boeri: 'Prendete in giro gli italiani'
L’autodichia significa che Camera e Senato godono di un’assoluta autonomia nel determinare i propri regolamenti interni. In questo ambito rientrano anche i famosi vitalizi: cioè l’assegno mensile che viene percepito da deputati e senatori sinché sono in vita a partire dal compimento del 65esimo anno di età se hanno almeno cinque anni di mandato e che era in vigore prima della riforma del 2012. Una situazione di privilegio che diventa privilegio al quadrato se si pensa che il calcolo di questa pensione per i parlamentari non segue il metodo contributivo come dal 1996 succede per tutti gli italiani, ma il vecchio retributivo (sino al 2012, quando è stato adottato il contributivo). In sostanza si finiscono con il ricevere soldi che nella maggioranza dei casi non sono mai stati versati.
I mal di pancia sono tantissimi e il rischio che al Senato il provvedimento non passi sono molto reali. Oltretutto in virtù di quel principio di autodichia potrebbe anche accadere che la corte giudichi anticostituzionale questa riforma. Insomma siamo ancora in acque incertissime, a dispetto delle dichiarazioni di principio in cui tutti si dicono d’accordo con la sforbiciata, e la cecità di altri che rinnegano il principio di diritto acquisito che, in punta di diritto, detti anche diritti quesiti, sono quella categoria di diritti che, una volta entrati nella sfera giuridica di un soggetto, sono immutabili.
Ora alza la voce anche il presidente dell’Inps Tito Boeri  il quale, pur essendo l’ufficiale pagatore non aveva accesso alle regole applicate nel calcolare i vitalizi né al dato dei contributi versati.
Lo ha sottolineato in audizione al Senato: “È un regalo all’anti-parlamentarismo” che le Camere non rendano pubblici i dati sui contributi versati. Per Boeri senza queste informazioni "non è possibile valutare l’impatto delle misure" sui vitalizi.
Inoltre ha sottolineato Boeri:La risposta che ci è stata data dalla Camera è una presa in giro nei confronti degli italiani: sul sito della Camera è pubblicato il totale dei contributi versati, ma non è questa l’informazione necessaria”.
Boeri torna quindi sul tema: l’"ufficio di presidenza di Camera e Senato non rendono pubblici i dati sui contributi versati per i parlamentari”, quando invece “noi abbiamo questi dati su tutti gli italiani”. “Il rifiuto di dare i dati”, impedisce “valutazioni serie e approfondite”, necessarie “all’Inps, alla Ragioneria” per mettere a punto “le relazioni tecniche” sui provvedimenti in materia.
Secondo il presidente dell’Inps la replica di Montecitorio, all’appello sulla trasparenza lanciato dallo stesso Istituto, non va, perché l’informazione necessaria, sostiene Boeri, non è rappresentata dal dato aggregato, dal totale dei contributi versati: manca “il dato di dettaglio, l’estratto conto contributivo individuale”.
C’è altro da aggiungere?

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autore / Luca Lippi
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