Primarie-Palazzo Chigi: Renzi premier col 3,95%?

02 maggio 2017 ore 12:53, Luca Lippi
Comunque vada sarà una minoranza a governare l’Italia. Minoranza parlamentare e premiership a sua volta minoritaria.
Dalle primarie del Pd escono dei dati che in concreto non sono ancora ufficiali, tuttavia prendiamo atto di quelli comunicati dal Pd. Matteo Renzi ha vinto, su questo non ci sono dubbi.
I numeri: votanti alle primarie del Pd sono stati in tutto 1.848.658 (nel 2013 erano 2.814.881), Matteo Renzi avrebbe raccolto in assoluto 1.283.389 preferenze (circa 600mila in meno del 2013).
Rispetto agli aventi diritto al voto nel paese, dai dati ufficiali del ministero degli Interni gli elettori sono 46.714.950, più 3.995.042. Tenedo fuori gli elettori dall’estero che non hanno partecipato alle primarie del Pd, le preferenze raccolte da Matteo Renzi corrispondono al 70% del 3,95% di tutti gli elettori.
Di fatto torna segretario del Pd e potrà comportarsi in due modi opposti, trasformarlo in una sua creatura esclusiva oppure riportare all’ovile (convincere) gli oppositori. Per essere ancora più chiari, dovendo riprendere il cammino di segretario dalla sconfitta al referendum costituzionale, in vista delle elezioni potrà dire: non ho capito perché ho perso il referendum; ho capito, ma avevo comunque ragione e a questo punto me ne infischio; oppure ho capito e correggo gli errori. Dalle prime dichiarazioni si intuisce che non ha ancora scelto.
A proposito di elezioni: se si andasse a votare senza cambiare la legge elettorale, si voterebbe con l’Italicum, entrato in vigore nel luglio del 2016 per la Camera dei deputati e con la legge elettorale Consultellum (cioè la legge elettorale proporzionale risultante dalla sentenza della corte costituzionale che ha abrogato alcune parti della legge elettorale Calderoli, meglio nota come Porcellum) al Senato.
Calcolando che a votare sono il 50% degli aventi diritto, quindi circa 25 milioni di italiani, essendo il segretario del Pd anche candidato premier alle prossime elezioni, ci si potrebbe trovare ad essere governati da una personalità che gode del favore di appena il 3,9% degli italiani!
Primarie-Palazzo Chigi: Renzi premier col 3,95%?
Cosa contempla l’Italicum. È un sistema elettorale proporzionale che prevede una correzione maggioritaria con doppio turno, soglia di sbarramento e un premio di maggioranza. La legge istituisce cento collegi elettorali plurinominali, con capilista bloccati. Dal secondo candidato in poi ci sono le preferenze. La lista o il partito che ottiene più del 40% al primo turno (o che vince al ballottaggio) usufruisce del premio di maggioranza: 340 seggi su 630. I 290 seggi rimanenti saranno assegnati agli altri partiti. Se nessuno riesce a superare il 40% si procede al ballottaggio tra i due partiti o liste che hanno ottenuto il maggior numero di voti al primo turno. La soglia di sbarramento per entrare in parlamento è fissata al 3%.
Con i numeri che abbiamo sopra riportato, sarà veramente molto complicato che il Pd a guida Matteo Renzi riesca a ottenere una maggioranza schiacciante (il 40% per essere chiari).
Cosa prevede il Consultellum. È un sistema elettorale proporzionale con uno sbarramento dell’8% per i singoli partiti e del 20% per le coalizioni. 
Renzi ora deve chiarire la questione delle alleanze. Ha detto no a Silvio Berlusconi, ma pensa davvero di poter conquistare il 40%, e per di più in entrambe le camere? Con il ritorno al proporzionale si va dritti dritti verso una alternativa tra ingovernabilità o coalizione più o meno grande. È questa del resto la linea che si sta seguendo in tutta Europa sia pure in forme diverse, per contrastare il populismo. Persino un sistema elettorale maggioritario come quello francese alla fine della fiera si regge su alleanze: né Macron, né Marine Le Pen possono vincere da soli, tanto meno potranno governare in splendida solitudine; molto probabilmente verrà fuori una Assemblea nazionale frastagliata, priva maggioranze chiare. Dunque, sarebbe onesto essere chiari per non seguire "il vecchio modo di far politica".
In conclusione, giocando sui numeri, il Pd a guida Renzi potrebbe aspirare a un 20% alle prossime elezioni che pur essendo un risultato rispettabile sarebbe comunque espressione di una mionoranza. un capo tra l'altro, diventato capo con 3,9% dei consensi "interni" del Pd.
Ultima considerazione, che differenza c'è tra la piazza (virtuale) sovrana del Pd e la rete (virtuale) sovrana del M5S?
renzi lo spieghi a grillo-Di  Maio

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