Terrorismo, per Gentiloni "Italia non è al riparo": accelerata Pd su Ius Soli

21 agosto 2017 ore 9:15, Americo Mascarucci
L’Italia è a rischio terrorismo come il resto d’Europa. Lo afferma il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni intervenendo al Meething di Rimini di Comunione e Liberazione. Il premier non nasconde come anche l'Italia sia nel mirino dell'integralismo islamico e di come il rischio di un attentato sia purtroppo molto concreto. Ma allo stesso tempo non retrocede sullo Ius Soli la legge che riconosce la cittadinanza agli immigrati nati in Italia. Il Partito Democratico, ed il segretario matteo Renzi starebbero pensando ad un'accelerata alla ripresa dei lavori parlamentari anche con il ricorso al voto di fiducia se necessario convinti che poi con la legge di stabilità da approvare e le elezioni politiche ormai alle porte non vi sia più tempo per farlo. Ma la strada resta tutta in salita considerando l'opposozione dei centristi di Area Popolare.
Terrorismo, per Gentiloni 'Italia non è al riparo': accelerata Pd su Ius Soli

LE PAROLE DI GENTILONI 
"Non credo alla propaganda di questo o quel sito jihadista ma sono consapevole che nessun Paese, e quindi certo neanche l'Italia, può sentirsi al riparo dalla minaccia" ha detto Gentiloni che ha voluto rivolgere un pensiero anche alle vittime italiane dell'attentato alla Rambla di Barcellona.
 "Abbracciamo le famiglie dei cittadini italiani che hanno perso la vita nell'attentato di Barcellona. Daesh è stato sconfitto nel suo tentativo di trasformare in uno Stato la sua presenza terroristica, ma la sua minaccia continua. Quindi è decisivo per le forze dell'intelligence, forze dell'ordine, militari dell'esercito impegnati nell'operazione Strade Sicure, sentire il Paese unito attorno alle forze che tutelano la nostra sicurezza. I terroristi - ha concluso Gentiloni - non ci costringeranno a rinunciare alla nostra libertà. Noi difenderemo la nostra libertà". 

IUS SOLI

A chi gli chiede se il Governo dopo i fatti di Barcellona rinuncerà alla legge sullo Ius soli, il Premier sembra altrettanto categorico. "Chi semina odio e facili illusioni non farà un buon raccolto in un contesto di lunga durata. Il Paese non deve avere paura di riconoscere diritti e di chiedere rispetto dei doveri anche a chi in Italia è nato e studia nelle nostre scuole".
Avanti sullo Ius Soli quindi? Sembrerebbe di sì, anche se fra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. Quindi bisognerà vedere se alle buone intenzioni seguiranno poi i fatti. Renzi sembra deciso ad incassare il sì alla legge sulla cittadinanza prima della fine della legislatura ma le resistenze anche dentro la maggioranza non mancano. Quindi bisognerà capire se con il ricorso alla fiducia il Governo riuscirà a vincere le resistenze o se invece dovrà cercare di portare a casa lo Ius soli con il "soccorso rosso" della sinistra. E' certo tuttavia che il Pd punta ad accelerare i tempi che non è detto coincidano con quelli del Governo visto che Gentiloni punta prima di tutto a tenere unita la maggioranza. 
Poi un messaggio all'Europa sull'immigrazione. "Sia chiaro che il Governo italiano non accetta lezioni da nessuno in campo umanitario. Ha fatto bene Juncker a dire che l’Italia ha salvato l”onore dell”Ue, ma questo stesso Governo è anche quello che promuove le regole attraverso il codice di condotta delle Ong e contribuisce alla stabilizzazione della Libia. Si incominciano a intravedere risultati. Ma bisogna pensare al dopo rispetto all’approccio ad un fenomeno come quello delle migrazioni di cui parlava persino Seneca: l’unica strada percorribile è un multilateralismo che consenta al Mediterraneo ed all’Africa quello sviluppo auspicato da Paolo VI nella Populorun Progressio".

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