Ius soli, sfida tra presidenti: l'adesione di Grasso e lo stop di Tajani

21 settembre 2017 ore 17:40, Andrea Barcariol
Continua il pressing del governo per l'approvazione dello ius soli. A prendere posizione questa volta è il presidente del Senato Pietro Grasso che ha incontrato una delegazione guidata da Luigi Manconi e ha dato la sua "totale adesione al Ddl che era stato già calendarizzato non certo in maniera indolore". La seconda carica dello Stato ha espresso chiaramente il suo punto di vista sul disegno di legge che dà la cittadinanza italiani ai figli degli immigrati che vivono nel nostro Paese.

Ius soli, sfida tra presidenti: l'adesione di Grasso e lo stop di Tajani
"Rivendico la possibilità di dover esprimere la mia piena totale condivisione alla legge. Mi sono attirato anche qualche critica, perchè come presidente del Senato non dovrei manifestare opinioni sulle leggi". Poi però tira dritto per la sua strada: "Ma rivendico il diritto di esprimere una opinione su un disegno di legge politico. Altra cosa, invece, è continuare a gestire la propria funzione garantendo tutte le parti, maggioranza e opposizione".
Il problema per il Pd rimangono i numeri al Senato, nonostante l'apertura di Alfano su un tema poco gradito dal suo partito che ritiene "una forzatura" far passare il ddl a pochi mesi dal voto. Per questo secondo Grasso: "Bisogna far sì che questo appello sia percepito dalle forze politiche che fanno parte della maggioranza e che apertamente dicono di non voler appoggiare il testo. Poi la scelta è tra fare una cosa giusta e una impopolare. Ma cosa costa riconoscere un diritto che già esiste?", ha sottolineato il presidente del Senato.
Di tutt'altro parere il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ospite di Nicola Porro a Matrix, che sul tema caldo dell'agenda politica chiede tempo: "Penso che si debba chiedere all'Italia una moratoria su questo tema. Interrompere il dibattito sullo Ius soli e riaprirlo semmai dopo le elezioni. Ritengo sia la cosa più giusta da fare visto che chi diventa cittadino italiano diventa anche cittadino europeo. È importante quindi porre il problema sul tavolo del Consiglio Europeo per avere una norma europea uguale per tutti". Tajani ipotizza una campagna elettorale a rischio "caos": "Non credo sia giusto cercare di prendere un po' di voti per trascinarsi immigrati da una parte, creando poi un'ostilità nei confronti degli immigrati dall'altra parte. Molto più giusto impedire che questo dibattito sia fatto sulle spalle di persone che non c'entrano solo per ragioni di interesse politico".

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