Terremoto, dietro l'addio di Errani tutte le mosse di Mdp

22 agosto 2017 ore 12:24, Americo Mascarucci
Vasco Errani ha lasciato definitivamente l'incarico di commissario per la ricostruzione post terremoto nel Centro Italia. Il suo incarico scadrà il 9 settembre. Da Palazzo Chigi gettano acqua sul fuoco. "Nessuna rottura e niente dimissioni, questo addio era nelle cose. Errani ritiene concluso il proprio lavoro". Lo stesso Errani conferma la linea del Governo, anche se i retroscena intorno alla rinuncia dell'ex presidente dell'Emilia Romagna si sprecano. Pare che il premier Paolo Gentiloni avrebbe fatto di tutto per convincere Errani a non lasciare l'incarico che in qualche modo teneva il gruppo degli ex Dem passati a Mdp legati alla maggioranza di Governo. Nulla da fare e l'unica cosa che Gentiloni sembra aver ottenuto è stato un accordo sulle modalità dell'uscita di scena: uscita concordata e nessuna rottura. Ma le cose stanno davvero così?
Terremoto, dietro l'addio di Errani tutte le mosse di Mdp

LE IPOTESI
Fonti accreditate riferiscono che Errani sarebbe pronto ad assumere il ruolo di coordinatore ed organizzatore della campagna elettorale di Mdp, che naturalmente sarà fortemente incentrata sull'opposizione al Pd e a Matteo Renzi. L'ormai ex commissario dunque sarebbe deciso a dedicarsi, anima e corpo, alla causa del partito, buttandosi a capofitto in una campagna elettorale, quella delle elezioni politiche, determinante a certificare l'esistenza della sinistra in Italia. 
C'è poi chi dice che la rinuncia di Errani sarebbe legata alla decisione di Mdp di iniziare il percorso di uscita dal Governo che dovrebbe avvenire con la prossima Legge di Stabilità. Non sarebbe infatti sostenibile affrontare una campagna elettorale senza aver prima tagliato definitivamente i ponti con il Pd tagliando anche l'ultimo flebile filo che tiene legati gli ex scissionisti a Renzi. E quel flebile filo è proprio rappresentato dalla permanenza nella maggioranza che sostiene Gentiloni. Già ad ottobre Bersani e company dovrebbero quindi traslocare armi e bagagli sui banchi dell'opposizione ovviamente facendo sì che a provocare l'incidente politico siano il Premier e il Pd rifiutando le ricette politiche ed economiche che proporranno all'Esecutivo. Mantenere un proprio rappresentante di punta come Errani in una posizione chiave come quella di commissario straordinartio per la ricostruzione avrebbe dunque reso questo percorso molto più difficile da attuare.
Ma c'è pure chi sostiene che Errani abbia deciso di ritirarsi perché infastidito dai giudizi poco lusinghieri che l'ex Premier Matteo Renzi gli avrebbe riservato nel libro Avanti. Fu proprio Renzi a volere Errani nell'incarico di commissario straordinario e quando la nomina avvenne ci fu chi arrivò ad ipotizzare che si fosse trattato di un contentino dato all'allora minoranza Dem per evitare brutte sorprese in vista del referendum costituzionale del 5 dicembre 2016 (brutte sorprese che alla fine arrivarono comunque visto che Bersani, Speranza e gli altri alla fine scelsero il No). 
Renzi dice di Errani: "Lo difesi quando venne inquisito per il caso Terremerse e invece lui è diventato uno dei fondatori di Mdp, il cui primo atto è stato chiedere le dimissioni di Lotti (...) per rancore verso uno degli esponenti di punta del cosiddetto Giglio Magico. Questa è politica del risentimento, non del sentimento". Parole che avrebbero molto infastidito l'ex Governatore, nonostante le dichiarazioni di stima di Gentiloni e pare anche gli inviti del Quirinale a non lasciare. E sul tavolo del Premier ora c'è da risolvere un'altra grana che Gentiloni avrebbe volentieri evitato. Con l'incognita dell'Mdp sempre più con i piedi fuori della maggioranza. 

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