Pensioni 'in progress': dal tavolo Governo-sindacati fissati 3 nuovi incontri

22 febbraio 2017 ore 13:49, Gianfranco Librandi
È ripartito (ieri 21 febbraio 2017) il tavolo sulle pensioni, nell’incontro fra governo e sindacati si è discusso delle novità sul fronte pensionistico introdotte dalla Legge di Bilancio 2017. Dopo l’intesa sottoscritta lo scorso 28 settembre c’è ancora tanto lavoro da fare e tanti sono i problemi da risolvere.

LE NOVITA’
All’uscita il segretario Pedretti, ha annunciato le novità: “Come vi avevo preannunciato si è tenuta la prima riunione del tavolo di confronto con il governo sulle pensioni. Confermate tutte le decisioni prese nella legge di bilancio. Il Ministro Poletti ha detto che i decreti attuativi sono in fase di elaborazione e che saranno presentati e approvati in tempi brevi. Si è avviata inoltre la seconda fase, che dovrà affrontare molti temi importanti che riguardano i giovani, i lavoratori e i pensionati. Sono state già messe in calendario due riunioni. La prima sarà sui decreti attuativi e si terrà il primo marzo. L’altra sarà sulla seconda fase e si terrà il prossimo 23 marzo”.
A confermare quanto dichiarato da Pedretti, anche il ministro Poletti. Il ministro, in particolare, ha annunciato che il confronto proseguirà con tre appuntamenti. Il primo, fissato il 1 marzo sarà dedicato ai decreti attuativi sull’Ape volontaria e l’Ape sociale, mentre gli altri due appuntamenti, quasi certamente in programma per il 9 e il 23 marzo, riguarderanno sulla Fase 2 delle pensioni a partire dai giovani e su politiche attive, ammortizzatori e lavoro.

Pensioni 'in progress': dal tavolo Governo-sindacati fissati 3 nuovi incontri

IL PUNTO SULLA FASE ATTUATIVA
Governo e sindacati hanno fatto il punto sullo stato della fase attuativa delle misure contenute nell’ultima legge di bilancio: dall’attuazione dell’Ape fino al rafforzamento delle quattordicesime. 
Saranno messi a punto tre decreti ministeriali entro il primo marzo: decollo dell’Anticipo pensionistico; Ape sociale per lavoratori impegnati in attività usuranti o disoccupati; accesso agevolato alla pensione per i lavoratori precoci. 
A questi provvedimenti si dovranno aggiungere un decreto ministeriale del ministero del Lavoro di concerto con quello dell’Economia sui nuovi criteri di accesso alla pensione anticipata per gli “usuranti” e un ulteriore decreto del Mef.

LE RICHIESTE DEI SINDACATI
Le richieste di Cgil, Cisl e Uil, come sottolinea Il Sole 24 Ore Sono state: defiscalizzazione e rafforzamento della previdenza integrativa; nuove regole di riforma del sistema contributivo per rafforzarne l’equità e la flessibilità (con l’adeguamento alla speranza di vita che tenga conto della diversità di lavori/lavoratori); l’adeguatezza delle pensioni dei giovani lavoratori con redditi bassi e discontinui. 
La “fase 2” resterà incentrata sulla riforma della previdenza complementare partendo da una riduzione dell’aliquota fiscale (scendendo almeno a quota 14-15%) e adottando alcune misure per rendere più appetibile l’accesso alle forme integrative.

APE SOCIAL, BENEFICIARI, PRECOCI, RITA 
Tra i principali argomenti di discussione, l’Ape agevolata o social, l’anticipo pensionistico previsto a totale carico dello Stato per alcune categorie di lavoratori in stato di bisogno. Durante l’incontro dovrebbero essere state definite la platea e l’ammontare del reddito delle persone coinvolte dal provvedimento. Altro tema oggetto di dibattito dovrebbe essere stato la rendita integrativa temporanea anticipata (Rita), e la pensione anticipata per i cosiddetti lavoratori precoci, ovvero chi ha iniziato a lavorare molto giovane, cioè tutti quelli con 12 mesi di contributi legati al lavoro effettivo anche non continuativo prima del compimento del 19esimo anno di età, e per chi ha svolto lavori usuranti per almeno 7 anni negli ultimi 10 o per un numero di anni pari alla metà dell’intera vita lavorativa.

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