Berlusconi a Porta a Porta: "Roba da espatriare" e Dudù già scappa

22 giugno 2017 ore 16:18, Americo Mascarucci
Che Silvio Berlusconi a Porta a Porta regali ogni volta colpi di scena ed effetti speciali non è una novità e anche ieri sera molti erano rimasti incollati al televisore per vedere cosa di nuovo e di inedito l'ex Cavaliere avrebbe riservato al padrone di casa, Bruno Vespa, e al pubblico. Un nuovo contratto con gli italiani? No, stavolta niente tavolo, fogli e penna per firmare l'accordo. Se non quelo con gli italiani, almeno quello con la Lega visto che Berlusconi ha detto più volte negli ultimi giorni che con Matteo Salvini l'intesa è vicina. Del resto ai ballottaggi dove il centrodestra è andato unito i risultati si sono visti.
L'unico momento di autentica lucidità è stato quando interpellato sulla possibilità che Lega e M5S possano allearsi ha dichiarato: "Roba da espatriare. Me ne andrei all'estero" come se la Lega fosse pericolosa se sta al governo con i grillini, e non se ci va in alleanza col centrodestra. Ma tant'è!
Berlusconi a Porta a Porta: 'Roba da espatriare' e Dudù già scappa
Invece niente, il Berlusconi offerto da Vespa agli italiani è sembrato in alcuni momenti la "caricatura di se stesso". E' vero che per anni l'ex Premier ha alternato battute, momenti di ilarità e siprarietti improvvisati anche in contesti seri che da protocollo avrebbero richiesto invece aplomb istituzionale: ma Berlusconi è sempre stato così e tentare di cambiarlo è stato impossibile a tutti. 
Con il suo stile ha contribuito pure a cambiare la politica al punto che, l'attento Vespa ben presto si è accorto che il suo programma di punta per avere successo non doveva limitarsi a parlare di politica con la P maiuscola, di programmi, bilanci, crisi di governo, alleanze ecc. ma aggiungere all’interno i siparietti che meglio si addicevano all’ospite politico di turno. solo che ieri sera i siprarietti berlusconiani anziché divertire sono apparsi ripetitivi, banali, addirittira trash. 

IL CASO RUBY - Su tutti quel  riferimento allo “zio di Ruby” con cui Berlusconi ha inteso parlare dell’ex dittatore egiziano Mubarak, nell’ambito di un discorso relativo agli errori dell’Occidente in Medio Oriente. E poco importa che proprio su “Ruby nipote di Mubarak” si sia incentrato lo scandalo che investì Berlusconi da premier e che contribuì a fargli perdere credibilità sia in Italia che a livello internazionale. Un modo per dimostrare la sua assouta buona fede nel considerare Ruby la nipote dell’ex rais? Una convinzione talmente profonda da averlo spnto quella sera di alcuni anni fa a chiamare la Questura di Milano per ottenere il rilascio della marocchina? Poco importa che da quella telefonata siano scaturiti una serie di processi dai quali alla fine Berlusconi è uscito assolto, ma che certo hanno contribuito ad indebolire un centrodestra già messo a durissima prova da contrapposizioni internazionali con i partner europei, fratture interne (lo scontro con Fini) e dai dati dello spread. 

DUDU' - Altro siparietto decisamente banale e poco divertente, l'ingresso in studio di un barboncino bianco, sosia di Dudù. Il cane non ne vuole sapere di stare in braccio al Cav e tenta di scappare. Vespa prova a calmarlo porgendogli anche un biscottino ma senza alcun risultato. Berlusconi però non si lascia scoraggiare dalla reazione del barboncino e rilancia: "Adesso non mi conosce naturalmente - spiega - ma mi bastano tre minuti. Lo porto di là, lo coccolo e vedrà - assicura - che stiamo bene insieme". Un siparietto che non ha divertito e che anzi è sembrato pure organizzato male. Molto più riuscita la performance sull'agnellino e la campagna contro gli agnelli a Pasqua. Almeno lì ci aveva pensato Michela Vittoria Brambilla a far sì che la trovata pubblicitaria avesse successo. Qui invece il finto Dudù ha rovinato tutto.

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