Per Draghi né choosy né neet: i giovani “non vogliono sussidi”

22 settembre 2017 ore 13:53, Luca Lippi
Per Mario Draghi non esistono i choosy e forse neanche i neet. Il presidente della Bce, Mario Draghi durante un evento al Trinity College di Dublino ha dichiarato: “La segmentazione del mercato del lavoro e una scarsa formazione professionale sono tra i principali motivi dell'elevato tasso di disoccupazione giovanile persistente in diversi Paesi colpiti gravemente dalla recessione come Italia, Grecia, Spagna e Portogallo”. Piuttosto il governatore ha sottolineato che Paesi come “Germania e Austria sono riusciti a mantenere bassa la disoccupazione giovanile grazie ad efficaci programmi di formazione professionale e piani mirati ai giovani più svantaggiati”.
Per Draghi né choosy né neet: i giovani “non vogliono sussidi”

Il numero uno dell’Eurotower ha esortato i governi a prestare attenzione ai propri giovani, ad ascoltare le loro richieste:I giovani non vogliono vivere con i sussidi. Vogliono lavorare e allargare le proprie opportunità ed oggi, dopo la crisi, i governi sanno come rispondere alle loro richieste e come creare un ambiente in cui le loro speranze possano avere una opportunità”. 
Salendo in cattedra e rispolverando la sua funzione di accademico, Draghi ha spiegato:In alcuni Paesi dell'Eurozona sono stati fatti passi avanti per ridurre la disoccupazione giovanile e col consolidamento della ripresa diminuirà ulteriormente. Ma per affrontare le cause strutturali della disoccupazione giovanile, sono necessarie forme di protezione omogenee tra i lavoratori, accordi di lavoro flessibili, programmi di formazione professionale efficaci, un elevato grado di apertura del commercio e sostegni per ridurre i costi sociali della mobilità”.
Sussidiato dai dati tecnici dell’istituzione che presiede, il governatore ha detto: “Il Pil dell'Eurozona è in crescita da 17 trimestri consecutivi, creando nel complesso oltre 6 milioni di posti di lavoro, dal picco del 24% nel 2013, la disoccupazione giovanile è scesa intorno al 19% nel 2016 ma è ancora di circa 4 punti percentuali più alta rispetto all'inizio della crisi nel 2007”. Tuttavia Draghi ammonisce sul dato che “nel 2016 circa il 17% dei giovani tra i 20-24 anni non studia, non lavora e non fa formazione”, e in questo c’è anche la responsabilità dei governi che dedicano scarsa attenzione ai giovani. 
Una studentessa ha chiesto al presidente della Bce consigli per affrontare adeguatamente il mondo del lavoro. Draghi ha risposto: “Rimanete curiosi, imparate dal mondo, la curiosità è ciò che spinge a esplorare nuove opportunità professionali e ambienti diversi e ad essere creativi. Non perdete mai il vostro coraggio”.

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autore / Luca Lippi
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