Vitalizi, Sposetti "incendiario" nel Pd scatena i 5S: testo in bilico al Senato

23 agosto 2017 ore 15:45, Americo Mascarucci
Vitalizi la battaglia riparte con due gravose incognite: la difficoltà di trovare una maggioranza in Senato e i dubbi di costituzionalità derivanti dall'applicazione retroattiva della legge. Quelli del Movimento 5Stelle sembrano già convinti che la legge non andrà in porto e attaccano il Pd. Dalla maggioranza rispondono che non ci saranno insabbiamenti, ma le posizioni all'interno del principale partito sono tutt'altro che unanimi. Nonostante la legge porti fa firma del deputato Dem Matteo Richetti dentro il Pd sono tanti a remare contro forti anche del fatto che la legislatura sta ormai volgendo al termine. E in Senato i numeri si sa la maggioranza li ha molto stretti.
Vitalizi, Sposetti 'incendiario' nel Pd scatena i 5S: testo in bilico al Senato

COSA PREVEDE LA LEGGE
La legge Richetti prevede un calcolo dell’assegno pensionistico sulla base del sistema contributivo vigente per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni. Il ricalcolo su base integralmente contributiva è imposto per le pensioni di Parlamento, Regioni e provincie autonome e riguarderà anche chi percepisce già vitalizi.
Il montante pensioni, secondo quanto prevede la legge passata alla Camera e ora al vaglio del Senato, è determinato applicando un’aliquota e un coefficiente di trasformazione analogo a quelli dei normali lavoratori. In poche parole la situazione per i parlamentari sarà sostanzialmente uguale a quella dei normali dipendenti pubblici.
Inoltre è prevista l’istituzione di una ‘Gestione separata previdenza dei parlamentari’ presso l’Inps che dovrà gestire i contributi versati da membri di Camera e Senato. La norma proposta e che ha creato più di qualche perplessità, è l’applicazione del calcolo contributivo anche ai vitalizi in essere. E' molto probabile che il caso venga sollevato di fronte alla Consulta che potrebbe affossare la legge come incostituzionale andando a ledere diritti acquisiti, criticabili quanto si vuole, ma ottenuti per legge.

M5S ALL'ATTACCO
I capigruppo pentastellati di Camera e Senato Simone Valente ed Enrico Cappelletti attaccano: "Il Pd getta la maschera: nessuna rinuncia al privilegio. La legge che taglia le pensioni privilegiate, come noi avevamo denunciato, sarà insabbiata al Senato, per stessa ammissione degli esponenti dem. Richetti e tutti i parlamentari democratici dovrebbero vergognarsi, perché continuano a prendere in giro i cittadini italiani". Colpa del senatore Dem ed ex tesoriere Ds Ugo Sposetti il quale ha ammesso candidamente: "Dicono
che voterò no alla riforma. È riduttivo. Sarebbe meglio dire che ho già costruito la maggioranza parlamentare che affosserà la legge sui vitalizi". 
Una dichiarazione di guerra in piena regola. Il capogruppo Pd Luigi Zanda ha provato a spegnere l'incendio assicurando che non esiste alcun tentativo di insabbiare il testo: "Insabbiarlo? Non se ne parla. Sarà esaminato attentamente, ma il Pd è determinato ad andare avanti per portare a termine il percorso della legge Richetti".
I cinquestelle però non sono convinti e attaccano ancora: "Il loro bluff, come quello delle altre forze politiche, ormai è chiaro a tutti. Il Pd vuole affossare una proposta di legge del Pd che, solo grazie alle battaglie e all'insistenza del MoVimento 5 Stelle, è arrivata all'attenzione della Camera. Ricordiamo, infatti che, pur di accelerare l'iter parlamentare del taglio delle pensioni privilegiate, noi abbiamo rinunciato alla quota riservata all'opposizione, per smascherare la melina dem e far approvare la legge. Ma è evidente che il Pd non vuole rinunciare al privilegio" concludono i capigruppo M5S.
Dentro il Pd sarebbero in azione da tempo i franchi tiratori: Sposetti è uscito allo scoperto ma sarebbero diversi i senatori che la pensano come lui e che sarebbero pronti a votare contro il testo. Il Pd rischia di trovarsi di fronte ad un bivio: affrontare l'aula e rischiare la bocciatura della legge con un voto trasversale di chi non vuole rinunciare ai privilegi acquisiti: oppure preferirà congelare il testo rinviando la patata bollente alla prossima legislatura evitando di offrire al Paese a pochi mesi dalle elezioni l'immagine di un partito incapace di depotenziare "l'esercito dei privilegiati"? Anche perché il Pd prendendo in mano l'iniziativa e incaricando Richetti di proporre un testo di legge adeguato, ha cercato di togliere ai pentastellati il monopolio della battaglia sull'abolizione dei vitalizi. Ora però rischia seriamente l'effetto boomerang se come sembra i numeri al Senato sarebbero in bilico. In entrambi i casi la propaganda dei 5Stelle sarebbe servita.

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