Gli auguri di Intelligonews ai personaggi dell'anno: quelli del Sì e del No

23 dicembre 2016 ore 12:52, Americo Mascarucci
Intelligonews rivolge i migliori auguri ai personaggi dell'anno, auguri che in questo caso valgono doppi, non soltanto per le festività natalizie, ma anche per ciò che lo attenderà nei prossimi mesi.

Auguri al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 
Ha saputo ben gestire il terremoto post referendum risolvendo in pochi giorni la crisi di governo aperta dalle dimissioni dell’ex Premier Matteo Renzi. Il Governo Gentiloni, è il suo governo. Mattarella ha resistito alle pressioni di Renzi che avrebbe voluto elezioni subito, e soprattutto è riuscito a non fissare limiti temporali alla durata dell’Esecutivo. L’aver richiamato il Pd al senso di responsabilità verso il Paese, senza seguire le sirene dal voto, finora è andato a buon fine, ma nei prossimi mesi dovrà faticare e molto per tenere a bada le aspirazioni di riscossa renziane.

Auguri al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. 
Il suo Governo è stato definito “governo fotocopia” perché pressoché identico al precedente. I primi giorni sono stati già funestati dalle infelici uscite del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti (soprattutto quella sui giovani cervelli in fuga che è meglio avere fuori dai piedi) e dalla vicenda della finta laurea del Ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli. Gentiloni però tira dritto per la sua strada, consapevole forse che i rischi veri dovranno ancora venire. A gennaio la Consulta dovrà decidere sull'ammissibilità dei referendum proposti dalla Cgil per l’abolizione del Jobs Act, il piano di sviluppo del lavoro del Governo Renzi; in caso di ammissione potrebbe verificarsi quello che, sempre Poletti ha paventato, ossia che il Pd anticipi il ritorno alle urne per scongiurare un altro temutissimo No. Insomma, il Premier sa di dover navigare a vista.

Auguri al Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. 
Mattarella avrebbe voluto lui come Premier in virtù dello stretto rapporto di fiducia che da sempre li lega, ma il suo nome non era troppo gradito a Renzi; così il Capo dello Stato, per non andare al braccio di ferro con il segretario del Pd, ha scelto un nome gradito al "Rottamatore". Ma Franceschini è tornato al Governo come ministro dei Beni Culturali e ha stretto un asse con Gentiloni sancito proprio nel nome di Mattarella. Obiettivo: far durare la legislatura il più a lungo possibile, ossia finché vorrà l’inquilino del Colle. 

Auguri a Matteo Renzi
Onore al merito. In tempi non sospetti aveva annunciato che, in caso di sconfitta al referendum costituzionale, si sarebbe dimesso e così ha fatto. Diversamente da altri/e che avevano fatto la stessa promessa, lui l’ha mantenuta. E’ anche riuscito ad ottenere che a Palazzo Chigi andasse Gentiloni e non Franceschini, a guardia del quale ha posto i fedelissimi Lotti e Boschi. Ma adesso per lui si apre un anno difficile. Il referendum sul Jobs Act, se ammesso dalla Consulta, potrebbe rappresentare un altro scoglio rovinoso contro cui andare a sbattere dopo la sconfitta del 4 dicembre. Che fare dunque? Andare alle elezioni il prima possibile da segretario del Pd e avere così il potere di decidere liste e candidature, oppure rischiare di farsi cucinare a fuoco lento, allungando il brodo, affrontando la sfida congressuale e proiettandosi verso un futuro incerto?

Auguri a Silvio Berlusconi. 
Il leader di Forza Italia ha potuto accaparrarsi una parte del merito della vittoria del No al referendum, accreditandosi verso quella parte di elettorato di centrodestra che ha sempre visto malvolentieri il Patto del Nazareno e gli inciuci con il Pd. Adesso però l’obiettivo dichiarato per lui è tornare a competere con il Pd, facendo retrocedere in terza posizione il Movimento 5Stelle, e all'interno del centrodestra depotenziando la mina Salvini. Per fare questo ovviamente avrà bisogno di una legge elettorale su misura che consenta di coniugare entrambe le esigenze. Da qui gli attestati di stima e i reciproci ammiccamenti con Gentiloni. Ma attento, dentro Forza Italia "nisciuno (Toti) è fesso"  

Auguri a Matteo Salvini. 
Il leader della Lega ha chiesto elezioni anticipate e non le ha ottenute (ma questo lo aveva messo in conto). Adesso per lui diventa sempre più difficile la scalata alla premiership del centrodestra, dal momento che Berlusconi farà di tutto per ostacolarla, dialogando con il Pd e con il Governo per ottenere una legge elettorale il più possibile orientata ad isolare le "ali estreme". Non solo, dentro la Lega gli appetiti di governo sono tanti. Umberto Bossi gli ha già dichiarato guerra da un pezzo, ma sono in tanti a scommettere che in caso di rottura definitiva fra Salvini e Berlusconi anche altri big del Carroccio (leggi Zaia, Maroni ecc.) sarebbero poco propensi ad immolarsi alla causa isolazionista di Salvini. Insomma, fra la piazza e il Governo le poltrone hanno sempre il loro fascino.  

Auguri a Beppe Grillo. 
Il leader 5Stelle è uscito vincitore dalla sfida referendaria, primeggiando nell’accozzaglia del No. Adesso però dovrà dire addio all’Italicum, legge elettorale che avrebbe consentito ai 5S di vincere le elezioni politiche, con la prospettiva che Pd e FI si accordino su una nuova legge ritagliata proprio contro di loro. Non solo, quanto sta avvenendo a Roma con la giunta Raggi sta mettendo a durissima prova la capacità di governo a 5Stelle. Finché i problemi riguardavano Livorno, Civitavecchia e Quarto poco male, visto che nessuno se ne accorgeva più di tanto, ma i problemi di Roma sono i problemi dell’Italia e fallire il governo della Capitale significherà presentarsi alle politiche con un curriculum decisamente negativo. Gli effetti si stanno vedendo, nei sondaggi il Movimento 5S nella migliore delle ipotesi non cresce più, nella peggiore perde punti. Grillo è nel pallone. Che fare? Staccare la spina alla Raggi scongiurando altri disastri, o tenere duro sperando che Virginia si decisa a seguire i suoi consigli?

Auguri a Virginia Raggi. 
Ne ha davvero bisogno. Ogni giorno per lei il Campidoglio è come il Vietnam per gli americani e l’Afghanistan per i russi. Dopo la bocciatura del bilancio da parte dell’organo dei revisori dei conti, adesso anche le polemiche per il mancato concerto di Capodanno. No alle olimpiadi, no ai concerti, no ai botti, no a niente. La Giunta Raggi sa dire soltanto no, forse sperando così di non trovarsi alle prese con altri problemi. Ma riuscirà Virginia a resistere? Sono in pochi a crederci, anche perché nel Movimento è sempre più bersaglio delle donne grilline, Lombardi e Taverna in testa, che non l’hanno mai amata. Finora ha fatto tutto di testa sua (soprattutto su nomine e assessorati) e i risultati si sono visti. Per lei l’alternativa potrebbe essere quella di dimettersi o di accettare il commissariamento di Grillo, Casaleggio e del Movimento. Mangiare la cattiva minestra o gettarsi dalla finestra. Come la giriamo per lei "un fallimento epocale". 
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