Petrolio, dopo la Nato anche l'Opec nel mirino di Trump con l'America First Energy Plan

23 gennaio 2017 ore 15:26, Micaela Del Monte
A pochissime ore dall'insediamento alla Casa Bianca di #DonaldTrump tutte le pagine web dedicate al #climatechange e ai piani dell’ex amministrazione a favore dell’azione climatica sono scomparse, relegate in un archivio online esterno al WhiteHouse.gov. Al loro posto c’è ora l’America First Energy Plan, il documento programmatico con cui Trump si impegna a “eliminare le politiche dannose e inutili”. 

Petrolio, dopo la Nato anche l'Opec nel mirino di Trump con l'America First Energy Plan
"L'energia è componente essenziale della vita degli americani e un aspetto fondamentale dell'economia mondiale. L'Amministrazione Trump si impegna in politiche energetiche che riducano i costi per i lavoratori americani e massimizzino l'uso di risorse americane, liberandoci dall dipendenza dal petrolio straniero".
Comincia con questa dichiarazione l'America First Energy Plan, una specie di manifesto programmatico comparso venerdì sul sito della Presidenza Usa. In poco più di 350 parole che riassumono i capisaldi della retorica elettorale di #Trump sul tema dell'energia, il documento si scaglia contro la "pesante regolamentazione" del settore, promette una nuova primavera per la "rivoluzione dello shale oil", si impegna a modificare drasticamente "politiche dannose e non necessarie come il Climate Action Plan", e afferma il proposito di "rivitalizzare l'industria del carbone." Ma soprattutto, ribadisce l'impegno già assunto di Trump a conquistare "l'indipendenza energetica dal cartello Opec e da qualsiasi nazione ostile ai nostri interessi", mettendo a frutto "le enormi e inutilizzate riserve domestiche."

Un monito che non è passato inosservato tra i membri del cartello, che proprio questo fine settimana si trovavano a Vienna per fare il punto sul programma di riduzioni produttive concordate a fine 2016 con l'obiettivo di porre rimedio al disequilibrio tra domanda e offerta prodottosi negli ultimi due anni. Secondo il Ministro dell'Energia saudita Khaled Al-Faleh, gli Stati Uniti "sono strettamente integrati nel mercato dell'energia globale", mentre il suo analogo venezuelano Nelson Martinez prevede che le esportazioni di greggio dal suo paese verso gli USA si manterranno stabili nei prossimi anni. “La posizione degli Stati Uniti e dell'Arabia Saudita nel mercato globale dell'Energia è molto importante per la stabilità economica globale" ha detto Saleh a Vienna, aggiungendo che i sauditi sono in questo senso pronti a collaborare con l'Amministrazione Trump.
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