La scissione al Pd costa solo 2 punti. Occhi puntati su post congresso

24 febbraio 2017 ore 12:26, Americo Mascarucci
La scissione costerebbe al Pd la perdita di poco più di 2 punti percentuali stando almeno alle intenzioni di voto raccolte da un sondaggio  dell'Istituto Ixè fatte per Agorà (Raitre). Il Pd sarebbe oggi al 28% e sebbene risulti ancora il primo partito,accorcia di molto le distanze dal principale avversario, il Movimento 5Stelle che starebbe al 27 appena un punto sotto. Ma va detto che al momento gli scissionisti ancora non sono usciti del tutto allo scoperto. 

Le mosse degli scissionisti
Infatti Bersani e company stanno lavorando alla costituzione dei nuovi grippi parlamentari di Camera e Senato e non sono ancora usciti allo scoperto: non hanno acora ufficializzato il loro movimento e non hanno nemmeno svelato le carte per ciò che riguarda il futuro, iniziando dall’atteggiamento che assumeranno nei confronti del Governo Gentiloni. Insomma non è escluso che quando Roberto Speranza avrà ufficializzato la nascita della nuova formazione politica, saranno definiti gli scenari presenti e futuri e si avrà contezza dell’effettiva consistenza parlamentare, il peso della scissione possa andare anche ben oltre quel 2% fin qui registrato. 
La scissione al Pd costa solo 2 punti. Occhi puntati su post congresso


La sfida congressuale
Per quanto riguarda poi il Pd bisognerà tenere conto anche degli sviluppi congressuali. 
Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha rotto gli indugi ed è pronto a sfidare Renzi, pare anche con il placet del Premier Gentiloni. 
Orlando ha chiaramente accusato Renzi di "prepotenza" e ha fatto capire a chiare lettere che serve tornare ad una gestione serena del partito. Che significa? Che fino ad oggi Renzi la serenità non l'ha garantita? 
Di certo non sta sereno Gentiloni sempre alle prese con i cambi di umore politici dell'ex Premier desideroso di tornare presto al voto.
Poi c'è Emiliano che coprirà il Pd a sinistra e probabilmente conterrà la fuga di elettori verso gli scissionisti.
Ma questo fino al congresso. Dopo che succederà? Chi vincerà la sfida? E soprattutto chi la perderà come si rapporterà nei confronti della nuova maggioranza?
Insomma fare oggi proiezioni di voto sulla scissione bersaniana potrebbe rivelarsi molto aleatorio anche perchè sarà il congresso a delineare volto e strategie future del partito. E sarà su quelle che gli elettori faranno le loro valutazioni. E non è escluso che chi oggi continua a guardare con scetticismo ad una scissione, possa cambiare idea in seguito. 
Ecco perché i danni reali potrebbero vedersi molto più in là dell'orizzonte attuale. 
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