"L'Europa è finita se vince Le Pen": Enrico Letta lancia l'allarme

24 febbraio 2017 ore 15:43, intelligo
Enrico Letta, presidente dell'Istituto Jacques Delors e rettore della Paris School of International Affairs dell'Università SciencesPo non si nasconde dietro un dito. Se vince Le Pen , l'Europa è finita. Insomma da un seminario di due giorni, "IdeasLab - Reconstructing the Union" (organizzato ad Anderlecht, nella regione di Bruxelles-Capitale, dal think tank Ceps) si unisce al ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, che ha paventato, che da Parigi, ha lanciato l'allarme uscita di altri Paesi dall'Ue. E' chiaro da parte del ministro c'era solo la voglia di lanciare un'allerta e una richiesta a Bruxelles affinché le politiche dell'Unione cambino direzione. Tanto più che siamo a rischio di una procedura di infrazione se non correggiamo in fretta la manovra. 
Per Letta invece c'è il desiderio di difendere un patrimonio di valori che non deve andare perso: "Se viceversa vince un europeista - prosegue Letta - la Francia può rilanciare e quindi si può andare verso una situazione in cui si può ragionare su un'Europa più concreta, più utile". 
'L'Europa è finita se vince Le Pen': Enrico Letta lancia l'allarme
"La questione delle migrazioni - aggiunge - non è soltanto un problema: è veramente una grande opportunità per l'Unione Europea, perché è un modo per poter dimostrare, risolvendo la questione migratoria, che l'Europa è utile e che, di fronte a un milione di rifugiati che vengono in Europa, e vengono in un Paese, non esiste una risposta nazionale". 
 "La risposta nazionale - sottolinea l'ex premier - è totalmente insufficiente e quindi siamo obbligati a cercare risposte europee e capiamo quanto l'Europa è necessaria e insostituibile. Ovviamente, un Europa diversa da quella di oggi, perché quella di oggi non è purtroppo all'altezza". L'Ue di oggi, continua Letta, "non è all'altezza perché non si riescono ad applicare le decisioni giuste, perché non c'è volontà politica, perché gli Stati membri vogliono tenersi tutta la responsabilità e invece molte decisioni vanno prese vanno prese a livello europeo, non possono essere prese a livello nazionale perché quel livello non è sufficiente, non basta".  Un'altra scadenza che preoccupa, al di là delle presidenziali, previste il 23 aprile e il 7 maggio, sono le elezioni legislative, che si terranno in giugno, per eleggere i membri dell'Assemblea nazionale, la Camera francese: "E' evidente che le legislative, con il sistema elettorale che hanno, sono un po' una roulette russa. Staremo a vedere", conclude Letta. 

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