La guerra del "Rosatellum". I renziani divisi e tutte le bande

24 maggio 2017 ore 10:58, intelligo
È il tempo dei sospetti e delle tentazioni nei rapporti tra Pd e Forza Italia. Dopo la proposta di scambio lanciata sabato scorso da Silvio Berlusconi ("dateci il proporzionale e noi diamo il via libera al voto in autunno"), il Pd si interroga sul da farsi. Il momento decisivo sarà la direzione nazionale del 30 maggio dedicata alla legge elettorale, a ridosso dell'approdo in aula previsto per il 5 giugno.

La guerra del 'Rosatellum'. I renziani divisi e tutte le bande
I renziani sono divisi.
C'è chi ritiene il proporzionale una garanzia di centralità e di continuità al potere e chi diffida delle promesse berlusconiane. Il capogruppo Ettore Rosato, autore del Rosatellum (la proposta elettorale del Pd), assicura che il partito di Matteo Renzi voterà la legge che avrà più voti. In realtà la proposta del leader di Forza Italia viene giudicata allettante dal punto di vista tecnico e anche da quello delle implicazioni politiche future, ma pericoloso perché potrebbe favorire la propaganda grillina dell'inciucio, fermo restando che i pentastellati non gradiscono affatto il testo base introdotto dal Nazareno. "Diciamo che se lo avessimo proposto noi e non loro, tutto sarebbe più facile", ammette un luogotenente renziano.

Sull'altro fronte, quello forzista, si attende l'incontro che oggi Berlusconi avrà con i coordinatori regionali  e i responsabili dei settori, incontro in cui inevitabilmente si discuterà di legge elettorale. "Il Pd vuole fare il blitz e portare avanti una proposta per noi molto svantaggiosa. In sostanza con il Rosatellum dimezzeremmo gli eletti rispetto al proporzionale. Berlusconi ha lanciato un segnale, vedremo se vorranno recepirlo", dicono i dirigenti azzurri. Di certo la proposta forzista di un sistema tedesco potrebbe incontrare il consenso di altre forze politiche. Sel sarebbe favorevole, così come i bersaniani e anche Maurizio Lupi è uscito allo scoperto dicendo che potrebbe essere una base di lavoro interessante. Insomma la possibilità che possa aprirsi una vera trattativa esiste. Diverso il discorso dello "scambio" legge elettorale-voto in autunno. Al di là della retorica pre-elettorale, sostanzialmente tutti i partiti - tranne una parte dei renziani - preferirebbero andare a votare a marzo. E non è da escludere che alla fine l'accordo sul sistema tedesco si possa trovare, ma a condizione non di avvicinare ma di allontanare la data dell'apertura delle urne.
autore / intelligo
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