Vaccini, De Carli (PdF): "Seguire il modello Lombardia, no a campagne terroristiche"

24 ottobre 2017 ore 15:17, intelligo
Dopo l’approvazione del decreto Lorenzin, si è placata la polemica riguardo alle vaccinazioni, ma non per tutti. Il Popolo della Famiglia si è chiaramente schierato dalla parte dei contrari alle vaccinazioni a tappeto e obbligatorie, e continua a opporsi chiedendo il ritiro o almeno la modifica del decreto. Ne parliamo con Mirko De Carli, coordinatore per il Nord Italia del Popolo della Famiglia.

Vaccini, De Carli (PdF): 'Seguire il modello Lombardia, no a campagne terroristiche'
il PdF è contrario al decreto Lorenzin?


"Principalmente è una questione di libertà. Uno Stato che interviene a regolare così pesantemente e in modo invasivo la salute dei cittadini, imponendo trattamenti sanitari ai più piccoli e indifesi al di là di quello che sembra ragionevole, al punto che non si trovano riscontri simili negli altri paesi d’Europa, non può che essere uno Stato oppressivo nei confronti della libertà delle persone e delle famiglie. Il PdF è nato proprio per ripartire dai fondamentali, cioè dalla libertà personale e familiare contro le pretese assolutistiche della concezione “economica” della società e dello stato, e quindi era necessario che da parte nostra venisse contrastata questa imposizione. Ora siamo in attesa della sentenza della Corte Costituzionale del prossimo 21 novembre che speriamo ponga un limite a questo obbligo vergognoso, altrimenti continueremo la lotta a fianco dei comitati dei cittadini".

Eppure, De Carli, dicono che opporsi ai vaccini obbligatori significa proprio mettere a rischio i più piccoli.


"Questa è una definizione terroristica, se così possiamo dire, tipica di chi pensa che le famiglie siano delle semplici delegatarie dello stato, e non abbiano diritti naturali e originari rispetto a se stesse e ai propri figli. La pretesa di limitare la responsabilità genitoriale ai genitori no vax è tipica di questa mentalità statalista. E  poi la realtà ci dice che i genitori contrari al decreto vaccinazioni in realtà sono tra i più attenti e consapevoli dei rischi per la salute dei loro piccoli, quindi tutt’altro che degli irresponsabili. Noi del PdF non siamo no vax per ragioni ideologiche, riconosciamo l’importanza del copertura vaccinale, ma semplicemente riteniamo che la stessa non possa essere mantenuta mediante imposizioni e campagne terroristiche, bensì soltanto attraverso adeguate campagne di informazione che lascino ai cittadini la possibilità di un consenso informato. Per questo, siamo favorevoli al modello seguito in alcune regioni, come ad esempio la Lombardia, dove la cultura della famiglia e il senso della libertà sono più radicati che altrove. Del resto nella stragrande maggioranza dei Paesi europei il criterio seguito è diverso da quello Lorenzin, non ci sono tante vaccinazioni obbligatorie e si punta invece sulla informazione, e non si può dire che siano per questo motivo Paesi a rischio di epidemia. Anzi addirittura l’impressione è quella che l’Italia abbia accettato di fare da cavia per le burocrazie europee sulle possibilità offerte dalla vaccinazione a tappeto, non soltanto per la salute pubblica ma anche per interessi economici delle case farmaceutiche".

Come vi ponete nei confronti del resto della politica?

"A differenza degli altri partiti, che sembrano avere criticato il decreto Lorenzin per ragioni di opportunità, ma ora stanno accettando il fatto compiuto, il PdF continuerà a combattere questa lotta a fianco comitati cittadini più consapevoli. La Lega Nord e i 5 Stelle al contrario, dopo una opposizione di principio sembrano avere già abbandonato il campo. Ma i cittadini sanno che invece si può continuare a contare sul PdF per questo tema. Infatti, ripeto, la nostra non è una battaglia di opportunità ma di principio. Vogliamo essere a fianco delle famiglie in quella che, oltre che una lotta per la salute dei loro figli, è anche una lotta di libertà. Secondo una filosofia di nuova responsabilità che è propria anche di tutto il Popolo della Famiglia".


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