Primo sciopero italiano delle agenzie di stampa, cosa chiedono a Lotti?

25 marzo 2017 ore 15:34, Micaela Del Monte
E' il primo caso di sciopero delle agenzie di stampa in Italia. Oggi infatti i giornalisti delle agenzie di stampa non lavoreranno, un giorno di sciopero per protestare contro il progetto del governo di riformare il sistema delle forniture dei notiziari informativi allo Stato attraverso una gara aperta. Ventiquattr’ore di silenzio per i circa 800 giornalisti che compongono la macchina dell’informazione primaria, per protestare contro il mancato confronto con il ministro Luca Lotti – titolare della delega all’editoria – in merito “all’annuncio del governo della cancellazione del sistema delle convenzioni per la fornitura dei loro servizi giornalistici”.

Primo sciopero italiano delle agenzie di stampa, cosa chiedono a Lotti?
Per le agenzie di stampa nazionali, la decisione dell’Esecutivo di affidare il servizio tramite bando europeo, produrrebbe rischi sia in merito al pluralismo dell’informazione, sia rispetto alla difesa dei livelli occupazionali della categoria. La Fnsi (Federazione nazionale stampa italiana) si è detta disponibile ad un nuovo incontro con il ministro Lotti: “ribadiremo la nostra contrarietà alla gara europea – ha affermato il segretario Raffaele Lorusso – e la volontà di trovare soluzioni condivise che, nel rispetto delle leggi, assicurino la continuità del servizio e garantiscano l'occupazione”.

IL COMUNICATO
"Il Coordinamento dei Comitati di Redazione delle Agenzie di stampa nazionali, alla luce delle mancate risposte da parte del ministro Luca Lotti, ha deciso di proclamare una giornata di sciopero per domani, sabato 25 marzo dalle 6 del mattino alle 6 del giorno dopo. Quella di domani è una giornata importante per l'Europa e per l'Italia e, per questo, fin da ora gli oltre 800  giornalisti delle agenzie di stampa esprimono il loro rammarico, in primis al capo dello Stato Sergio Mattarella, alle Istituzioni nazionali e Ue e all'opinione pubblica per il
silenzio dei notiziari su cui poggia l'intero sistema dell'informazione in Italia''.

''I Cdr - continua la nota - chiedevano al ministro Lotti la convocazione per un incontro con il coordinamento dei Cdr e una chiara indicazione di disponibilità ad un vero confronto su soluzioni alternative al bando di gara europeo per il settore, in particolare sulle proposte avanzate dalla Fnsi, alla luce di fondate preoccupazioni. Le gare europee, peraltro imminenti, a giudizio dei Cdr di tutte le testate del settore mettono infatti a rischio la sostenibilità e, in alcuni casi, la sopravvivenza delle aziende e delle redazioni, oltre a compromettere il pluralismo dell'informazione e la salvaguardia degli interessi dell'informazione primaria italiana rispetto ai grandi gruppi editoriali stranieri''. 

''Per tutta risposta il ministro "scarica" sui giornalisti delle agenzie, dopo due mesi di dichiarazioni pubbliche di preoccupazione e di richiesta di un vero confronto, l'onere di aver "unilateralmente compromesso" una fantomatica fase di dialogo che da parte sua non c'è mai stata, mentre è stato sempre ribadito, in tutte le sedi, che il bando di gara europeo così concepito è ineluttabile''.

''Per questo le redazioni delle Agenzie di stampa, pur consapevoli del loro ruolo di responsabilità nel Paese, di fronte alla chiusura totale manifestata fino ad oggi dal ministro Luca Lotti domani si asterranno dal lavoro proclamando il primo sciopero nella storia dell'editoria italiana dell'intero settore dell'informazione primaria''.
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