Da Pd a Dp: ecco Democratici e progressisti. "Renzi? Reaganiano"

26 febbraio 2017 ore 11:58, Adriano Scianca
Parafrasando un celebre slogan renziano, potremmo dire che il Pd “cambia verso” e diventa Dp. Si chiamerà infatti Democratici e progressisti il nuovo partito nato dagli scissionisti del partito di governo. "L'articolo 1 della Costituzione, 'L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro', è il tratto identitario più bello della nostra comunità. Noi siamo questo, è il nostro simbolo, il nostro progetto per l'Italia", spiega Roberto Speranza, uno dei fondatori della nuova sigla. 

Da Pd a Dp: ecco Democratici e progressisti. 'Renzi? Reaganiano'

"Oggi è il primo passo di un percorso che richiederà un confronto largo - riprende -. È il primo passo di una storia bella che ha come obiettivo quello di riconnettere il popolo del centrosinistra. È un nuovo inizio, un primo passo ma siamo ottimisti. Faremo una cosa informale, senza effetti speciali e fuochi d'artificio che ne abbiamo avuto abbastanza". Il nuovo partito nasce dall'unificazione tra i fuoriusciti del Pd e quelli di Sinistra italiana, che si doteranno in settimana anche di gruppi parlamentari unitari. 

Della partita anche il governatore toscano Enrico Rossi: "Siamo qui per ridare una prospettiva agli elettori che non si riconoscono più nel Pd e nelle politiche di Renzi". Rossi garantisce di puntare a "discutere con tutte le forze, quindi anche con il Pd "che non è più di centrosinistra". Quanto a ciò che accade nel suo ex partito, "Andrea Orlando - riconosce Rossi - è persona stimabile ma lì dentro si va a una conta per rimettere Renzi alla guida del Pd e per stabilire quanti posti in lista vanno a ciascuna area. Invece abbiamo bisogno di una svolta di politica economica: ci vogliono investimenti, assunzioni per i giovani, altro che bonus e politiche reaganiane".
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