Stop ai Vitalizi, via libera della Camera: chi ha votato il ddl Richetti

26 luglio 2017 ore 21:43, Andrea Barcariol
Via libera dalla Camera alla proposta di legge Richetti sull'abolizione dei vitalizi dei parlamentari. Il testo, è stato approvato a Montecitorio con 348 voti a favore, 17 contrari e 28 astenuti e ora dovrà passere al Senato, dove la maggioranza può contare su numeri più stretti, per essere tramutata in legge. Soddisfatti il Pd, il cui deputato Matteo Richetti era primo firmatario del testo, ma anche il Movimento 5 Stelle, la Lega, Fratelli d’Italia e Sinistra italiana, che hanno votato a favore.

Stop ai Vitalizi, via libera della Camera: chi ha votato il ddl Richetti
Forza Italia non ha partecipato al voto finale, una decisione presa nel corso della riunione del gruppo a cui ha partecipato anche telefonicamente anche Silvio Berlusconi che ha bollato il provvedimento come incostituzionale e lesivo dei diritti degli italiani perchè a rischio per la retroattività ci sono 20 milioni di pensioni. Anche Mdp si è astenuto dal voto. "Sono sicuro che gi italiani capiranno la nostra posizione - ha detto Gianni Melilla in Aula, durante le dichiarazione di voto -. Siamo sotto attacco, attenzione, l'Inps ha un disavanzo di 46 mld, a partire del fondo del clero", ha ricordato l'esponente Mdp.
Dalla prossima legislatura i criteri anagrafici per la pensione dei parlamentari saranno quelli della legge Fornero. Lo prevede l'emendamento della commissione alla pdl Richetti approvato dall'Aula della Camera. Oggi il vitalizio viene maturato al compimento del 65° anno di età. L'adeguamento alla legge Fornero comporterà un aumento dei requisiti anagrafici richiesti per l'accesso all'assegno mensile. Un altro emendamento prevede che sarà sospesa la prestazione del vitalizio per il parlamentare che sia chiamato a ricoprire un incarico "istituzionale per il quale la Costituzione o altra legge costituzionale prevedano l'incompatibilità".
Subito dopo il via libera è scattata la lotta tra i vari partiti per intestarsi il merito della legge. I Cinque Stelle tramite il vicepresidente della Camera hanno dichiarato che si sia trattato di "una vittoria del M5S perché ha addirittura portato il Pd a presentare la legge: oggi viene stabilita la giustizia". Non ha usato giri di parole Luigi Di Maio per sottolineare il contributo decisivo dei pentastellati: "E' una data storica, c'è voluta quasi un'intera legislatura per abolire i vitalizi, quattro anni e quattro mesi, per giungere dove siamo oggi. E' una nostra vittoria. Dentro il Pd ve lo volete tenere stretto il vitalizio, ma non avete possibilità di allontanare da voi questo amaro calice. È scacco matto. E dovete fare pure finta che vi piaccia".
Immediata la risposta del Pd, per voce della vice capogruppo a Montecitorio Alessia Morani: "Uno ad uno stiamo sfilando gli slogan ai Cinque Stelle facendo vedere a tutti qual è la differenza tra il protestare e il fare. Loro fanno proclami, noi facciamo leggi". Mentre FdI tramite il suo presidente Giorgia Meloni ha ricordato di aver presentato due anni fa "una norma che chiedeva il ricalcolo con il sistema contributivo delle pensioni oltre i 5mila euro. Fummo spernacchiati da tutti: dal Pd al Movimento 5 stelle".
"Sono soddisfatto, il voto è stato quasi all'unanimità,  significa che il lavoro effettuato ha prodotto un consenso molto importante" - il commento del primo firmatario del ddl, Matteo Richetti, mentre il dem Ettore Rosato nel suo intervento ha sottolineato, rispondendo anche ai dubbi sulla costituzionalità della legge: "Il vitalizio non è una pensione, è un'altra cosa. Ce l'hanno detto nelle audizioni i costituzionalisti. Ci hanno detto: potete farlo. Noi non vogliamo toccare alcuna pensione, vogliamo occuparci solo dei vitalizi e lo facciamo con uno strumento adeguato".

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