I soldi per il terremoto? Dall’Ue non ci sono certezze

27 gennaio 2017 ore 14:38, Luca Lippi
C’è la sensazione che per la #Commissione Europea ci soni #terremoti di serie A e terremoti di serie B. La questione è pratica e si fa riferimento agli stanziamenti da riservare al conforto delle #popolazioni #colpite dai tre sismi consecutivi. Le somme da riservare sarebbero da escludere dalla controversa gestione della correzione alla Manovra chiesta dalla commissione al Governo italiano.
La questione in generale
L’Italia ha tempo fino al primo febbraio per rispondere formalmente alle richieste dell’Ue su una correzione dei conti pubblici da 3,4 miliardi di euro, il rischio è quello di incorrere in una procedura d’infrazione.
Con questa consapevolezza ieri, il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan è andato a Bruxelles per partecipare all’Eurogruppo. Tuttavia dopo la sentenza della Consulta sull’Italicum la situazione politica lascia aperte più soluzioni.
I partiti fanno pressing sul voto e nel caso in cui gli italiani si dovessero recare alle urne una manovra correttiva sarebbe l’ultima delle ipotesi.  Secondo quanto riporta La Repubblica che cita fonti del Tesoro “tutte le ipotesi ora sarebbero sul tavolo, anche quella di non fare la manovra e subire una procedura europea”.

I soldi per il terremoto? Dall’Ue non ci sono certezze

Che fine fanno le somme destinate alle zone terremotate?
Il primo ministro Paolo Gentiloni avrebbe fatto chiarezza sulla questione facendo capire che se la Ue dovesse negare maggiore flessibilità nel bilancio 2017 per le spese aggiuntive causate dai nuovi terremoti e calamità naturali, potrebbe respingere la richiesta della Commissione europea di manovra correttiva da 0,2% del Pil. 
La deduzione emerge dopo l’Eurogruppo dei ministri finanziari a Bruxelles, dove il responsabile dell’Economia Pier Carlo Padoan ha continuato a negoziare in vista della risposta da inviare all’istituzione del lussemburghese Jean-Claude Juncker entro l’1 febbraio.
La posizione della Ue
Gentiloni ha spedito una lettera a Bruxelles nella quale ha chiesto uno sconto di almeno un miliardo per il terremoto. Pierre Moscovici ha replicato che la Commissione Ue “ha già dimostrato che è al fianco dell’Italia e lo sarà sempre”, ma le nuove spese per i nuovi terremoti “non entrano nella discussione in corso”, perché la Commissione è “pronta ad esaminarle” ma è “un’altra cosa quella che ci aspettiamo nella risposta”.
C’è da aggiungere che Moscovici rimane ottimista, spiegando che “non bisogna allarmarsi. Troveremo una soluzione con l’Italia, come sempre” ha detto riferendosi alle misure aggiuntive di risanamento dei conti richieste da Bruxelles. 
Le reazioni della maggioranza
Il presidente dell’assemblea del Pd Matteo Orfini, contestando le riserve tecniche del commissario Ue francese Pierre Moscovici, responsabile del controllo sui bilanci nazionali, ha dichiarato: “Le parole di Moscovici sono sconcertanti. Mentre stiamo ancora piangendo i morti della tragedia di Rigopiano, sentire coloro che dovrebbero rappresentare i valori di solidarietà su cui è nata l’Europa esprimersi con argomentazioni fredde, proprie delle burocrazie che da anni difendono gli interessi politici legati al feticcio dell’austerity, è inaccettabile e offensivo. Dopo questo ennesimo atto mi tocca ribadire che la lettera di Bruxelles è irricevibile”.
In conclusione
Non è ben chiaro se i soldi destinati alle popolazioni terremotate saranno nella piena disponibilità del Governo oppure no. Dall’Europa pare esserci un’apertura riguardo il terremoto del 24 agosto, subito dopo l’Italia deve provvedere a correggere i conti nella Manovra, e solo in ultima anlisi si parlerà ‘eventualmente’ di stanziamenti destinati ai due eventi sismici disastrosi seguiti al primo di Amatrice. 
L’assurda precisazione degli europarlamentari tedeschi
L’europopolare Juncker, secondo il quotidiano tedesco Handelsblatt, intenderebbe promettere per il futuro un “libro bianco” di riforma con dentro un progetto di European safe bond, una specie di eurobond per evitare il fallimento di Stati o banche, che la Germania da sempre respinge. Se la proposta fosse stata avanzata per intervenire sulle emergenze naturali, al netto della formula ‘debitoria’ sarebbe stato anche umanitariamente condivisibile (oggi è toccato all’Italia, domani potrebbe capitare a un altro Paese membro), ma la freddezza di Juncker (che non fa alcun riferimento alla tragedia naturale italiana) è sconcertante.

autore / Luca Lippi
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