Scissione Pd, Geloni: "Il futuro di Renzi è nel PdR e con Silvio Berlusconi"

28 febbraio 2017 ore 11:16, Americo Mascarucci
La scissione nel Pd si è ufficialmente consumata, Bersani e company hanno dato vita ad un nuovo progetto politico quello di "Democratici e Progressisti". A questo punto cosa accadrà? Nascerà un nuovo centrosinistra senza il Pd? Oppure si attenderà l'esito congressuale per vedere se riprendere un dialogo? E Renzi? Uscirà indebolito o più forte dalla resa dei conti interna?
Intelligonews lo ha chiesto a Chiara Geloni, giornalista ex direttore di Youdem che ha seguito da vicino la nascita del nuovo soggetto politico.

C'è chi accusa gli scissionisti del Pd di essere tornati all'antico e di non avere in realtà proposto nulla di originale. L'acronimo DP che sta per Democratici e Progressisti per altro ricorda Democrazia Proletaria. C'è dunque una novità nel progetto di D'Alema e Bersani? 

"Distinguiamo innanzitutto il nome dalla sigla. Il nome è "Articolo 1 Movimento dei Democratici e Progressisti" e questo è sicuramente un nome nuovo. Del resto non poteva non chiamarsi così dal momento che unisce parlamentari Democratici fuoriusciti dal Pd e quelli progressisti che appartengono al campo di Pisapia. La sigla poi può significare tante cose. La novità sta nel fatto politico quindi, nell'aver dato una nuova casa a tanti elettori delusi e stanchi del Pd".
Scissione Pd, Geloni: 'Il futuro di Renzi è nel PdR e con Silvio Berlusconi'

Però a sinistra non è che ci sia molta chiarezza. Pisapia lancia il suo nuovo progetto politico, Fassina lo boccia. In pratica si vuole un centro-sinistra o una sinistra-sinistra?

"Queste geometrie per me contano poco. Io ho visto molte persone che in questi anni non si sono più riconosciute nel Pd, ho visto sgretolarsi il centrosinistra uscito dalle elezioni del 2013, quindi credo che vada ricostruito questo campo insieme a tutte le persone che vorranno offrire il loro contribuito, Pisapia, Fassina, Speranza ecc".

Intanto Renzi accusa d'Alema di aver provocato la scissione, Bersani dice che è colpa di Renzi. Sembrano quasi polemiche da asilo infantile.

"Mi pare evidente che sia stato Renzi in tutti questi anni a determinare lo sgretolamento del centrosinistra considerando il Pd una sorta di proprietà privata. Gli altri hanno soltanto preso atto che era impossibile continuare a rimanere in un partito gestito in questa maniera".

Ora però il Pd si avvia verso la fase congressuale. Renzi uscirà indebolito o rafforzato? 

"Otterrà una nuova legittimazione ed è ciò che vuole" 

La candidatura di Orlando non rischia di rovinargli la festa?

"Non credo proprio, Renzi resta il candidato più forte visti anche i tempi ravvicinati e le regole stringenti, oltre che un tesseramento chiuso a 4 giorni dall'indizione del congresso cosa mai avvenuta prima. Il Pd resterà renziano".

Quindi il futuro del Pd dove sarà? Nel tanto evocato Partito della Nazione? 

"Il Partito della Nazione è morto, quell'idea è stata bocciata dagli elettori al referendum. Il futuro sta nel Partito di Renzi. Di certo non potrà stare nel centrosinistra visto che Renzi l'ha distrutto. Il futuro resterà quello di un partito ritagliato a sua immagine e somiglianza".

E come governerà? Con i voti di Silvio Berlusconi?

"Anche se ritengo che quello sia l'obiettivo finale di Renzi, i sondaggi ci dicono che neanche un'alleanza con Berlusconi basterebbe ad avere una maggioranza in Parlamento. Vedremo". 
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