Pd, la guerra dei “vecchi” a Renzi: Palazzo Chigi sbarrato

28 giugno 2017 ore 11:21, intelligo
Dopo il tonfo alle elezioni comunali, nel Pd si è subito aperta la stagione del tiro al bersaglio grosso, il segretario Matteo Renzi. Romano Prodi ripone sdegnato la propria tenda metaforica nello zaino, in polemica con Renzi
Pd, la guerra dei “vecchi” a Renzi: Palazzo Chigi sbarrato
(che aveva ricordato ai teorici delle coalizioni larghe come il Professore la preferenza per una corsa del partito in solitaria),  Walter Veltroni avverte che il Pd ha smarrito l’identità e invita il segretario a cambiare passo, il ministro della Cultura Dario Franceschini pubblica sui social media grafici impietosi sulla performance elettorale dei democrat e, forse con una punta di sarcasmo, segnala che qualcosa “non ha funzionato”, rammentando al leader che “il Pd è nato per unire il campo del centrosinistra, non per dividerlo”. E ancora: Nicola Zingaretti denuncia che “il Pd è isolato, troppo fragile nel radicamento territoriale” e che ha “scarsa capacità unitaria”, il ministro della Giustizia Andrea Orlando avverte che Renzi può essere il federatore, “ma il federatore non può essere il candidato premier”. Gianni Cuperlo sintetizza così: “Renzi divide invece di unire”. In realtà, almeno stando alle dichiarazioni di queste ore, l’ex premier pare unire gli interpreti delle diverse anime Pd almeno nella critica contro il segretario. 

IL FATTORE PREMIERSHIP - Sullo sfondo c’è la questione della candidatura a Palazzo Chigi. Non è un mistero che Renzi vorrebbe ripartire da dove ha lasciato dopo lo smacco referendario del 4 dicembre, riprendendo le redini del governo cedute a forzatamente a Paolo Gentiloni. Nel Pd, però, molti – non solo Orlando – lo avvisano che non è nelle condizioni di farlo. Se il ministro della Giustizia è uscito allo scoperto, gli altri maggiorenti del centrosinistra, senza affrontare direttamente la questione, hanno comunque mandato un messaggio chiaro al segretario, Secondo alcuni retroscena, proprio sull’opportunità di sfidarsi dalla corsa per Palazzo Chigi a vantaggio di un esponente meno divisivo come Enrico Letta si sarebbe consumato il duello a distanza tra Prodi e il leader Pd. Un tema che terrà banco nei prossimi mesi è che è destinato a infiammare sempre più il dibattito interno al centrosinistra. I fari sono puntati sulla Direzione Pd del 12 luglio, che si avvicina in un clima di “esasperazione”, ha avvertito il coordinatore democrat Lorenzo Guerini. A dare fuoco alle polveri contribuirà anche l’appuntamento convocato per sabato a Roma – in piazza Santi Apostoli, teatro prodiano per eccellenza - da Giuliano Pisapia. La contraerea del Nazareno mette in conto una selva di bordate dal raduno di sabato, a partire da quelle – scontate – dei dalemian-bersaniani.

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autore / intelligo
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