Poletti, ci risiamo: "Calcetto meglio che curriculum", con pizzico di sessismo

28 marzo 2017 ore 12:30, Americo Mascarucci
"Il rapporto di lavoro è prima di tutto un rapporto di fiducia. È per questo che lo si trova di più giocando a calcetto che mandando in giro i curricula". E' l'ultima frase choc pronunciata dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti incontrando gli studenti di un istituto tecnico professionale di Bologna. E naturalmente le polemiche non si sono fatte attendere. 
Una premessa: probabilmente Poletti è abituato a parlare franco, senza troppi giri di parole e senza nemmeno badare troppo al politicamente corretto. E chi è che in vita sua di fronte a decine di curricula inviati e rimasti in un cassetto non abbia pensato che stilare e inviare i documenti alle aziende e agli enti più disparati sia stata una perdita di tempo? Il problema sta però nel fatto che il ministro Poletti non è il cittadino Poletti che magari, spogliato della carica di Governo, potrebbe anche ricevere applausi per certe considerazioni. Può in ministro arrivare ad affermare che "inviare curriculum è inutile e che è meglio giocare a calcetto?".
A giudicare dalle polemiche certamente no, Poletti avrebbe dovuto evitare di rilasciare l'ennesima dichiarazione "infelice" (la prima fu quella sui cervelli in fuga che il ministro dichiarò di preferire all'estero che fra i piedi, scusandosi in seguito di fronte all'aula del Senato).
Poletti, ci risiamo: 'Calcetto meglio che curriculum', con pizzico di sessismo

LE POLEMICHE 
Dal Pd ai 5Stelle è un susseguirsi di prese di distanza.
Nel principale partito di Governo hanno subito preso le distanze gli anti-renziani (Poletti è considerato vicino all'ex Premier) con in testa Antonio Misiani fedelissimo di Andrea Orlando che ha parlato di "dichiarazioni quantomeno discutibili. Se il Ministro voleva fare dell'ironia l'hanno capito davvero in pochi".
Scontate ovviamente le critiche del Movimento 5Stelle e delle opposizioni.
Tuttavia fra le critiche mosse a Poletti nessuno ha evidenziato un particolare "sessista". Che c'entra il sesso?
Presto detto: Rileggendo le parole del Ministro "Il rapporto di lavoro è prima di tutto un rapporto di fiducia. È per questo che lo si trova di più giocando a calcetto che mandando in giro i curricula" viene spontaneo chiedersi: per il Ministro del Lavoro, il lavoro è una prerogativa esclusivamente maschile? 
Perché, fino a prova contraria, il calcetto è uno sport tipicamente maschile. E per le donne? E' vero che ci sono anche ragazze che giocano a calcio o a calcetto, ma sono un numero molto ridotto. Il mondo del pallone resta comunque un mondo tipicamente maschile. 
E allora? Il Ministro non ha pensato anche alle ragazze? Non ci sono anche le esponenti del gentil sesso nell'ampia schiera di disoccupati che inviano curricula nella speranza di trovare lavoro? E che devono fare le femmine? Per loro è meglio la danza? O quale altra attività?
Insomma non c'è anche un retroterra sessista nelle dichiarazioni di Poletti? Strano che nessuno, ad iniziare dalle donne, se ne sia reso conto. 

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