Renzi non sogna più da premier e ha già i candidati: virata su elezioni e congresso

03 febbraio 2017 ore 14:32, Americo Mascarucci
"Con #Gentiloni il rapporto è tale che ci diciamo tutto. E capisco che l’obiezione di presentarsi al G7 di fine maggio con un governo dimissionario non offrirebbe una bella immagine dell’Italia. Ma in Europa andrà comunque un governo dimissionario dopo qualche mese, con la manovra finanziaria alle porte. Quindi". 
Matteo #Renzi parla al Corriere della Sera e per la prima volta sembra fare concessioni alla minoranza interna, fino quasi a non escludere un congresso anticipato o addirittura la possibilità che possa anche non ricandidarsi alla guida del Paese.
Non solo, sembra anche voler smentire le voci di una sua rottura con Gentiloni determinata proprio dalla foga renziana di tornare al voto. "Gentiloni stai sereno?" sembrerebbe dire Renzi all'inquilino di Palazzo Chigi, ma stavolta nelle intenzioni dell'ex Premier non si tratterebbe di un avviso di sfratto come con Letta. 
Nell'affermare che il futuro premier potrebbe non essere lui però, sembra anche indicare in anticipo i possibili sostituti.
Renzi non sogna più da premier e ha già i candidati: virata su elezioni e congresso
 "La prossima volta potrei non essere io. Magari potrebbe toccare ancora a Paolo Gentiloni, o a Graziano Delrio. Lo scenario della prossima legislatura - spiega Renzi - imporrà probabilmente governi di coalizione. Attenzione, però. Trattare con l’Europa e ottenere risultati sarà più difficile, nel nuovo scenario internazionale"-

Renzi sembra non credere alla possibilità di raggiungere quel fatidico 40% che spalancherebbe le porte al premio di maggioranza per il partito che vince e a quanto pare non se la sente di guidare una grande coalizione che magari includa anche Berlusconi. A quel punto Renzi non avrebbe più le mani libere per fare ciò che vuole. 
E sulle elezioni anticipate?
"È bene ragionare sui pro e i contro delle elezioni anticipate - spiega - Il punto è se votare a giugno, o a febbraio del 2018. Se si celebra il Congresso si va all’anno prossimo, altrimenti si fanno le primarie".
Già il congresso, la minoranza Dem ha minacciato la scissione se il congresso non sarà convocato in tempi rapidi.
"Non ho problemi a fare il Congresso. Volevo farlo a dicembre, ma me l’hanno impedito. E adesso lo invocano... Ma lasciamo stare!".
Un'apertura alla minoranza dunque? Di aperture Renzi in verità sembrerebbe farne molte, ma fra il dire e il fare.....
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