Meno vaccini, riduzione da 12 a 10 obbligatori: sanzioni in modifica

03 luglio 2017 ore 14:28, Luca Lippi
Proposta della presidente della commissione Sanità del Senato, Emilia De Biasi, la diminuzione del numero dei vaccini previsti come obbligatori per l’iscrizione a scuola. In questo modo passerebbero dagli attuali 12 a 10. La proposta è stata accolta dalla relatrice del decreto vaccini Patrizia Manassero (Pd) in forma di emendamento, rubricato con il n. 1-1000. Il decreto è attualmente all’esame della stessa Commissione. Il vaccino per la meingite B e C tornerebbero ad essere solo ‘raccomandati’, contestualmente l’emandamento prevedere che l’obbligatorietà possa essere rivista dopo i primi tre anni dall’entrata in vigore della legge.
Altra novità riguarda le multe nei confronti nei genitori che non vaccinano i figli, che saranno riviste e alleggerite, così come il pericolo di perdere la patria potestà.
Meno vaccini, riduzione da 12 a 10 obbligatori: sanzioni in modifica
E’ una proposta quella della De Biaseper rendere più flessibile il tema dell’obbligatorietà”, con le vaccinazioni obbligatorie per l’iscrizione a scuola che, rispetto a quanto previsto dal decreto recentemente approvato, con l’emendamento presentato passerebbero da 12 a 10.  “I vaccini obbligatori restano i 6 già previsti come tali nell’esavalente, ovvero anti-poliomelitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse e anti-Haemophilus B” spiega De Biasi all’Ansa. “A questi, si aggiungono come obbligatori l’anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella, ma rivedibili dopo tre anni”.
Le vaccinazioni contro il meningococco B e C, previste dal decreto vaccini come obbligatorie “ritornerebbero così ad essere raccomandate”.
Spiega nel dettaglio la proponente De Biase: “Secondo questo schema, le sei vaccinazioni già obbligatorie comprese nell’esavalente restano tali. A queste si aggiunge l’anti-morbillo: questa patologia rappresenta infatti un problema in Italia con oltre tremila casi registrati quest’anno, la metà di quelli registrati a livello europeo, e sulla base di tale situazione di emergenza si rende appunto tale vaccinazione obbligatoria”.
L’anti-morbillo, prosegue De Biasi “si somministra in combinazione con anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella; anche tali vaccinazioni diventano dunque obbligatorie”.
Per queste ultime 4 vaccinazioni però, spiega il senatore l’emendamento prevede una rivalutazione dell’obbligo dopo i primi tre anni: si introduce cioè una verifica dopo tre anni dall’entrata in vigore della legge per accertare il livello di copertura vaccinale raggiunto. Se ottimale, per queste vaccinazioni l’obbligatorietà può essere sospesa”. Questo, sottolinea, “è un metodo che potrà servire ed essere utilizzato anche in futuro se si riscontrassero ulteriori e diverse esigenze epidemiologiche”. Al contrario, “l’anti-meningite B e C tornano ad essere solo ‘raccomandate’. Questo perché non siamo in presenza di una situazione epidemica che richieda l’obbligatorietà di immunizzazione”. 
L’emendamento secondo la De Biase “verrà messo in votazione martedì prossimo. Mi auguro che l’intesa sia ampia e già ci sono molti consensi. Trovo che questo sia il metodo giusto”.
Un altro emendamento in coda è quello della relatrice Manassero, volto a istituire presso il Ministero della Salute l’Anagrafe nazionale vaccini (già prevista dal Piano nazionale vaccini  pubblicato sulla GU del 18 febbraio scorso) per monitorare l’attuazione dei programmi vaccinali sul territorio nazionale.
L’anagrafe nazionale dovrà raccogliere i dati delle Anagrafi regionali esistenti, i dati relativi alle notifiche effettuate dal medico curante e i dati sugli eventuali effetti indesiderati delle vaccinazioni che confluiscono nella rete nazionale di farmacovigilanza. 
Sotto il profilo economico, gli oneri sono stati quantificati in 300 mila euro per l’anno 2018 e 10 mila euro a decorrere dall’anno 2019.
In conclusione, le vaccinazioni rappresentano un’eccezionale scoperta che ha cambiato la storia della medicina. Chi è genitore ai giorni nostri difficilmente si confronta con gli effetti di malattie come la polio, il tetano, il morbillo e le tante altre che sono state debellate o sensibilmente ridotte dalle vaccinazioni. Questa mancanza di esperienza diretta può indurre alla falsa convinzione che i propri figli non corrano il rischio di ammalarsi. Su tale convinzione hanno facile presa i messaggi allarmanti sull’utilizzo dei vaccini che, amplificati dal web,  diffondono informazioni prive di fondamenti scientifici. Ogni intervento che riguarda la salute dovrebbe prevedere una adesione libera e consapevole, esistono situazioni in cui però è risultato efficace l’introduzione dell’obbligo, vedi l’uso del casco in moto o il divieto di fumare in alcuni ambienti.

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autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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