Il Pd vira sul sistema tedesco che piace al Cav. Prove tecniche di Nazareno bis?

03 maggio 2017 ore 10:55, Andrea Barcariol
Il sistema tedesco mette la freccia e si posiziona in pole position nella sfida infinita per la nuova legge elettorale. La proposta targata Pd, piace a Berlusconi, meno al Movimento 5 Stelle e soprattutto ai partiti minori che rischiano di ritrovarsi fuori dal Parlamento. La discussione ormai è senza sosta e il momento decisivo si avvicina. Trovare una quadra sembra sempre più difficile e ogni proposta viene sistematicamente bocciata. Dopo Mattarellum e Legalicum, è stato scartato anche il Provincellum e ora torna di moda il sistema tedesco.

Il Pd vira sul sistema tedesco che piace al Cav. Prove tecniche di Nazareno bis?
Il Pd, infatti, lavorando a un sistema con una soglia di sbarramento al 5%, una soluzione che sembra stia crescendo di ora in ora. Il Bundestag è composto da 598 parlamentari: metà sono eletti con collegi uninominali, l’altra metà sulla base di un proporzionale con lo sbarramento al 5% che metterebbe in difficoltà molti partitini, mentre avrebbero maggiore forza i 4 big (Pd, M5s, Forza Italia, Lega Nord).
Il problema però rimane la stabilità, secondo molti applicando la legge elettorale tedesca al Senato difficilmente ci sarebbe una maggioranza in Parlamento. Il nodo nevralgico sollevato più volte da Mattarella (a lui piacerà questa proposta?).
Il correttivo uninominale dovrebbe essere, secondo il Pd, la soluzione alle bocciature della Consulta, che ha sempre detto che l'elettore deve poter eleggere i propri candidati, e per questo aveva bocciato le liste senza preferenze. Un sistema che spinge a formare maggioranze solo grazie ad alleanze tra i partiti, come d’altra parte accade da anni per la cancelliera Angela Merkel, che non ha mai governato con il solo sostegno della sua Cdu.

La proposta è stata accolta con molta diffidenza dal Movimento 5 Stelle. Chiare le parole di Alessandro Di Battista: "Il sistema proporzionale alla tedesca è solo un mezzo che serve al Pd per fare l'inciucio con Berlusconi". Poi una leggera apertura. "Destra e sinistra hanno fatto leggi elettorali incostituzionali, dovrebbero chiederci scusa in ginocchio. Nonostante questo non sia avvenuto siamo disposti a valutare correttivi di governabilità e limitati interventi sulle soglie di sbarramento per garantire al popolo italiano di esprimersi finalmente con un voto". Sulla stessa lunghezza d'onda Di Maio che con un'intervista al Corriere della Sera ha aperto al dialogo con il Pd sulla legge elettorale. Forza Italia invece ha chiesto la conferma dei capilista bloccati: “Una proposta che si basa su un impianto proporzionale, con il premio di maggioranza alla coalizione e la scelta del leader affidata agli elettori il giorno del voto”. – spiega Mara Carfagna, ma è noto che un sistema proporzionale alla tedesca sarebbe gradito a Berlusconi e potrebbe essere una sorta di assist per un Nazareno bis.

Matteo Renzi, fresco vincitore delle primarie, è convinto che l'unico modo uscire dal guado della legge elettorale sia quello di trovare un ampio accordo. "Il voto è comunque vicino, ottobre o febbraio non fa molta differenza e quindi dobbiamo essere pronti direi entro l'estate. Non basta l'accordo con M5s o con Forza Italia, sulla legge elettorale ora si fa sul serio" - spiega Andrea Marcucci, senatore dem renziano.



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