Dazi Usa, la risposta di Gentiloni è "libero mercato e stop austerità"

31 marzo 2017 ore 16:36, Americo Mascarucci
La risposta del Premier italiano Paolo Gentiloni alla sfida lanciata contro l’Europa dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump arriva in diretta dal Business Summit con gli imprenditori presso la sede di Confindustria a Roma.  Gli occhi sono tutti puntati verso il G7 di Taormina  in programma il 26 e 27 maggio 2017. La riunione sarà guidata dal Presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni. Per la quarta volta consecutiva dopo la sospensione della Russia dal G8 nel marzo 2014 il vertice si terrà nel formato G7. 
Gentiloni non si è fatto pregare e di fronte alla decisione di Trump di imporre pesanti dazi doganali sui prodotti europei ha detto: "Al summit di Taormina dei sette paesi al mondo più sviluppati, si dovrà anche prendere posizione di fronte a scelte di fondo che non tollerano ambiguità. Bisogna rinnovare la fiducia nei confronti dell'economia e delle società aperte su cui abbiamo costruito decenni di benessere".
Se non fosse chiaro il riferimento a Trump e alla sua politica dei dazi, Gentiloni aggiunge ancora:
"'Il libero scambio non è a somma zero ma deve avere un effetto 'win win' per i consumatori e per i lavoratori e deve porsi obiettivi molto ambiziosi per i diritti sociali, le norme di tutela ambientale, la sicurezza alimentare'.
Dazi Usa, la risposta di Gentiloni è 'libero mercato e stop austerità'

Poi per far capire quanto le idee di Trump siano in contrasto con l'idea di crescita e di economia del suo Governo azzarda un paragone storico.
"La risposta alle ansie e agli interrogativi non sta certo nel ritorno al passato: all'inizio dell'800 i luddisti distruggevano le nuove macchine della rivoluzione industriale, ora potremmo ritrovarci a fronteggiare dei nuovi luddisti che chiedono di distruggere l'innovazione tecnologica con un tratto di penna, per decreto. Noi - ha sottolineato Gentiloni - invece dobbiamo credere nelle possibilità che arrivano dall'innovazione: dobbiamo avere fiducia e soprattutto rafforzare il consenso all'interno delle nostre società su alcuni punti fermi fondamentali come la libertà economica. Tema centrale del G7 di Taormina - aggiunge ancora - sarà costruire le basi di una fiducia rinnovata: protezione dai rischi del terrorismo, ridurre le disuguaglianze e uno sforzo globale per il lavoro".

No al protezionismo dunque, si al libero commercio condizione imprescindibile per favorire la crescita.
E proprio di crescita ha parlato il Premier di fronte agli imprenditori spiegando per altro come il Governo nelle prossime settimane varerà provvedimenti rivolti a favorire lo sviluppo.
La parola d'ordine resta una: sì alla tenuta dei conti ma a patto che le esigenze di bilancio aiutino e non deprimano l'economia.
"La sfida riguarda direttamente l'azione del nostro governo che si tradurrà nelle prossime settimane attraverso le decisioni che il governo assumerà con l'obiettivo di tenere i conti a posto e contemporaneamente accompagnare la crescita finalmente in atto anche in Italia: accompagnarla, accudirla, consentire che abbia un ritmo più accelerato e non ci siano effetti depressivi dalle decisioni prese".
Insomma una botta al cerchio (Trump) e una alla botte (l'Europa) che attende la manovrina da 3,4 miliardi per correggere i conti.



caricamento in corso...
caricamento in corso...