Passa la legittima difesa alla Camera, chi ha vinto e chi ha perso

04 maggio 2017 ore 11:35, Americo Mascarucci
Legittima difesa soft o hard quella che la Camera ha approvato? Alla fine si ha come l'impressione di ritrovarsi servito sul piatto il classico fritto misto destinato a scontentare tutti.  Il nuovo testo, che ha visto nelle vesti di relatore il deputato Dem Davide Ermini, facendo salvo il principio che la difesa deve essere sempre proporzionata all'offesa, stabilisce di non perseguire più chi reagisce, anche sparando, ad un tentativo di rapina in casa in preda a un grave turbamento: assalto violento che potrebbe mettere a rischio la sua incolumità fisica e quella dei propri cari. Nel caso in cui sia dichiarata la non punibilità per legittima difesa inoltre, tutte le spese processuali e i compensi degli avvocati saranno a carico dello Stato. Sarà comunque sempre il magistrato a stabilire se vi vi sia stato o meno eccesso di legittima difesa. 
A questo punto chi ha vinto e chi ha perso una battaglia che ha visto impegnate per mesi tutte le forze politiche?
Passa la legittima difesa alla Camera, chi ha vinto e chi ha perso

I VINCITORI

Il PARTITO DEMOCRATICO ; sicuramente vince il Pd che con questo testo punta a dimostrare che la battaglia per la legalità non è soltanto appannaggio della Lega. Da oggi i cittadini che si difenderanno ai tentativi di rapina saranno più tutelati anche senza dover necessariamente votare Salvini. In questo modo Renzi e company hanno fatto propria una vittoria politica lasciando al Carroccio soltanto la vittoria culturale. 

ALTERNATIVA POPOLARE – I centristi di Alfano ancora una volta possono cantare vittoria per aver mediato un testo e aver ampliato ulteriormente le maglie in favore dei cittadini. Le minacce del Ministro degli Esteri di votare insieme alla Lega, ancora una volta hanno prodotto l’effetto sperato. Far vedere che alla fine i centristi hanno il loro peso determinante.

LA MAGISTRATURA – Il testo lascia ancora ai magistrati la valutazione finale sull'eccesso o meno di legittima difesa. Sarà sempre l’inquirente ad accertare se sussistano o meno le attenuanti previste dalla legge.

GLI SCONFITTI  

SILVIO BERLUSCONI – Il leader di Forza Italia puntava a giocare un ruolo di primo piano in questa partita, una sorta di prova tecnica di resurrezione del Patto del Nazareno. Ma il leader forzista alla fine come già avvenuto in passato si è visto scavalcato dai centristi di Alternativa Popolare. Lui puntava ad un testo più molto più aperto che escludesse del tutto l'intervento della magistratura in caso di legittima difesa all'interno della proprietà privata per poi "rubare" la scena a Salvini. Si è visto scavalcato ancora una volta da Alfano e company.

MATTEO SALVINI - Il leader della Lega più di tutti ha cavalcato in questi mesi la battaglia per la legittima difesa ma oggi vede approvato un testo che non va nella direzione auspicata dal Carroccio. Alla fine l'eccesso di legittima difesa continua ad essere punito, seppur riconoscendo maggiori attenuanti a chi si difende dal ladro in casa. Insomma non si potrà sparare a prescindere se magari il ladro non è armato, sta fuggendo e non mette in pericolo l'incolumità delle persone. Il leader leghista può vantare una vittoria culturale, non certo politica. 
Passa la legittima difesa alla Camera, chi ha vinto e chi ha perso

MOVIMENTO 5 STELLE - Il Movimento 5Stelle per ritagliarsi uno spazio tutto suo in questa battaglia aveva proposto un emendamento chiedendo di finanziare il Fondo di solidarietà per l’indennizzo delle vittime dei reati intenzionali violenti con gli introiti derivanti dalla specifica destinazione di un’aliquota delle ritenute erariali dei proventi dei giochi e scommesse determinata annualmente con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze. Emendamento respinto. con il risultato che in questa battaglia i grillini sono rimasti con un pugno di mosche in mano. 

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