Padoan in 'manovrina': rischio caro successione, renziani contro

05 aprile 2017 ore 13:22, Luca Lippi
La ‘Manovrina’ è quasi pronta al varo, il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, è intervenuto nel corso della riunione alla Camera con i deputati del Partito democratico e ha annunciato che le misure di correzione dei conti pubblici richieste da Bruxelles verranno varate insieme al Documento di Economia e Finanza, la cui approvazione è prevista entro il 10 aprile, o al massimo un paio di giorni dopo.
L’esecutivo di Gentiloni è pronto a varare la manovra di correzione dei conti (0,2% del Pil su indicazione dell'Ue) insieme al Documento di Economia e Finanza. Contestualmente promette di stanziare un fondo per i terremotati da un miliardo di euro all'anno per i prossimi tre anni.

IL DEF 
Atteso entro il 10 aprile, anche se le stime sul deficit/Pil non sono state ancora definite. Il governo starebbe lavorando alla messa a punto di un importante programma di investimenti con un decreto della Presidenza del Consiglio (Dpcm) del valore di 40 miliardi di euro destinato alle opere pubbliche per gli anni 2020-2030. Allo stesso tempo, però, Padoan si è detto contrario al blocco delle privatizzazioni, sottolineando tuttavia che si tratta di una posizione “a titolo personale”. Il punto, ha precisato il ministro dell'Economia, è che da un lato “non è in discussione la perdita del controllo pubblico” e, d'altro canto, “si darebbe un cattivo segnale a Bruxelles e ai mercati”.
Padoan in 'manovrina': rischio caro successione, renziani contro
LE PRIVATIZZAZIONI E LA RIFORMA DEL CATASTO
Le privatizzazioni, ha ricordato Padoan,sono uno strumento che non serve solo alla riduzione del debito, ma anche all'efficientamento del sistema delle imprese”. In ogni caso, gli eventuali “mancati introiti” si ripercuoterebbero sul percorso di riduzione del debito “e questo non sarebbe un buon segnale per i mercati”. Il Governo starebbe però ragionando sulla riduzione del cuneo fiscale. 
Ha spegato Padoan: E' certamente un tema alla nostra attenzione  ma come ogni riduzione di tasse per essere credibile ha bisogno di risorse”. Nell'agenda dell'Esecutivo ci sarebbe anche la riforma del catasto, nonostante l'opposizione di alcuni esponenti del Pd che oggi avrebbero lanciato un appello al responsabile del ministero dell'Economia per chiedergli di rinunciare alla riforma.
LA MANOVRA
Dall’ultimo esame compiuto da Gentiloni, Padoan e Calenda per la ‘manovrina’ ci saranno ANCHE le accise, ma solo quelle più “leggere” su tabacchi e alcolici.
L’asticella ufficialmente rimane fissata a 3,4 miliardi, anche se alla fine della partita il conto potrebbe alleggerirsi di qualche centinaio di milioni in un gioco dei decimali facilitato anche dall’aumento della crescita stimata per quest’anno verso quota 1,1-1,2% (gli ultimi numeri ufficiali parlavano invece dell’1%). Il ventaglio elaborato in queste settimane dai tecnici supera quota 3,4 miliardi, per consentire al governo di effettuare le scelte politiche necessarie a definire la composizione effettiva del decreto. Scelte che stanno facendo discutere la maggioranza, e che alla fine dovrebbero comunque essere modulate seguendo la linea “procrescita” ribadita da Gentiloni. 
In quest’ottica, gli interventi sulle accise saranno limitati al minimo, all’interno di un pacchetto che tra alcolici e tabacchi vale intorno a 300 milioni. Resta escluso, invece, un ritocco della tassazione sui carburanti, anche perché tra le idee per far quadrare i conti c’è anche quella di un calcolo più ambizioso delle risorse recuperabili già quest’anno attraverso l’estensione dello split payment anche ai rapporti commerciali con le società pubbliche: nella lettera inviata a suo tempo a Bruxelles da Padoan si parlava di un miliardo di euro, ma i conti definitivi potrebbero puntare a quota 1,3-1,4 miliardi. 
Completa il tutto il miliardo circa di tagli di spesa, una cifra anch’essa più alta rispetto ai 7-800 milioni ipotizzati nelle scorse settimane, e un mini-pacchetto giochi per trovare entrate calcolabili in circa 150 milioni.
Da inserire nel decreto un insieme di misure pro-crescita a costo zero (come la regola “acchiappa-fondi” e altre agevolazioni proinvestimenti) e un fondo per il terremoto, che avrà un orizzonte triennale e potrà superare il miliardo di euro annuo anticipato sempre da Padoan nella lettera a Bruxelles. Le misure saranno prevalentemente di natura una tantum a carattere fiscale sotto forma di incentivi e agevolazioni.
Ha dichiarato Padoan: Il fondo per il terremoto non incide sull’indebitamento netto e farà parte di un decreto che ho volutamente definito correttivo ma anche di sostegno alla crescita, il Dec”, dove la ‘c’ finale sta sia per ‘correzione’ sia per ‘crescita’. Una linea, questa, sposata anche da Renzi, e dunque in grado di sminare il campo dalle tensioni emerse con i parlamentari del Pd.
Una parte dei 3,4 miliardi di euro della manovra di correzione dei conti "promessa" all'Europa arriverà grazie alle risorse in arrivo dalle rottamazione delle cartelle di Equitalia. Lo ha spiegato il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan parlando all'assemblea dei deputati Pd. Non si tratta di una nuovo round di rottamazione (spiegano fonti del Tesoro) ma di norme che incentivino l'adesione alla procedura già esistente, i cui termini non cambieranno.
La legge di bilancio e il collegato decreto fiscale, aveva previsto un incasso di 2,3 miliardi nel 2017 dalla rottamazione dei ruoli. Importo, questo, già "prenotato" in manovra. Le novità sulla rottamazione delle cartelle introdotte con l'emendamento al dl fiscale approvato alla Camera, che ha esteso lo scorso anno la definizione agevolata anche al 2016, determineranno maggiori entrate pari a 1,4 miliardi di euro in due anni: 300 milioni nel 2017 e 1,1 miliardi nel 2018. Lo si legge nella relazione tecnica
all'emendamento dei relatori. I maggiori incassi saranno assorbiti nel Fondo per le esigenze indifferibili del Mef. Il decreto prevedeva inizialmente un gettito di 2 miliardi. I conti non tornano!

IN CONCRETO PERO’
I deputati renziani hanno chiesto a Padoan di "evitare la riforma del catasto". Padoan ha replicato: "Conosco la differenza tra un ragionamento politico e un ragionamento tecnico". Ha dichiarato il capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato: "Noi abbiamo espresso tutte le nostre riserve sull'inserimento nel pnr della riforma del catasto. È un tema che va approfondito, occorre riflettere su quali strumenti vogliamo adottare e che tipo di riforma vogliamo fare".
In sostanza, la maggioranza è più concentrata sul consenso elettorale, una politica di inasprimento fiscale sarebbe una bomba nell’urna. Certo c’è da considerare che il ministro dell’economia aumenterebbe indirettamente le tasse sulla casa. Senza variare il numero del balzello, sarebbe sufficiente elevare le rendite catastali. In pratica, per fare un esempio pratico, il 10% di 100 ha un peso minore della stessa percentuale ma calcolata su 200.
Non ci resta che attendere le prossime ore, ormai ci siamo.

#Def #Manovrina #Padoan #Maggioranza #catasto #Ue
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...