Legittima difesa, "meno male che c'è il Senato" per Renzi. Ma non voleva abolirlo?

05 maggio 2017 ore 11:35, Americo Mascarucci
Ma il Senato non doveva essere abolito nelle intenzioni di Matteo Renzi? O più precisamente, non doveva diventare la camera di rappresentanza delle regioni senza più il potere di approvare le stesse leggi passate alla Camera? Il referendum del 4 dicembre scorso ha spazzato via definitivamente la riforma costituzionale nota come "Riforma Boschi" mantenendo in vita il bicameralismo perfetto e quindi riconfermando la "spola" delle leggi fra Camera e Senato. Ciò che Renzi voleva a tutti i costi evitare. Eppure oggi proprio il Senato e quel bicameralismo perfetto così tanto indigesto al riconfermato segretario del Pd, sembrano tornare utili a Renzi per poter modificare una legge, quella sulla legittima difesa, appena approvata dalla Camera che all’ex premier non piace affatto. Troppo confusa e dubbia secondo Renzi che ora spera in una modifica da parte dell’aula di Palazzo Madama.
Legittima difesa, 'meno male che c'è il Senato' per Renzi. Ma non voleva abolirlo?

RENZI SCETTICO - Il segretario del Pd voleva un testo molto più duro di quello passato alla Camera per spuntare definitivamente le armi della propaganda leghista. In cuor suo pare puntasse ad escludere definitivamente, d’accordo in questo con Silvio Berlusconi, l’intervento del magistrato nella valutazione della sussistenza del grave turbamento psicologico per chi si trova il ladro in casa e gli spara per difendere l’incolumità sua e dei propri cari, ancora di più se sono presenti figli minorenni. Invece il relatore della legge, il renziano Davide Ermini si è trovato costretto ad ammorbire il testo che per il Ministro della Giustizia Andrea Orlando e company risultava troppo filo-leghista. Da qui la mediazione che però non è piaciuta a Renzi, ancora meno dopo i commenti tutt’altro che entusiasti di numerosi elettori del Pd arrivati all’ex premier nella rubrica dedicata alle domande e risposte con gli iscritti. Sotto accusa c’è soprattutto il contestato passaggio sul "giorno e la notte" che sembrerebbe inserire un discrimine orario nella legittima difesa. Per Renzi  "un principio va fissato, ma legarlo troppo alla visibilità dell'aggressore, determinata dalla luce e dal buio, rischia di trasformarsi, appunto, in un pasticcio". Ad un iscritto che evidenziava come con questa legge il Pd non abbia affatto spuntato le armi alla propaganda di Salvini risponde: "Capisco le sue considerazioni. Inviterò i senatori a valutare di correggere la legge nella parte in cui risulta meno chiara e logica, visto che io per primo - leggendo il testo - ho avuto molti dubbi". 

PAROLA AL SENATO - Già, i senatori! "Meno male che c’è il Senato" ha commentato non a caso il presidente di Palazzo Madama Piero Grasso per mesi polemico con Renzi proprio sul progetto di riforma. E Renzi oggi è costretto a riporre le speranze di veder migliorata la legge proprio grazie a quei senatori che avrebbe volentieri mandato a casa per rimpiazzarli con i governatori e consiglieri regionali. I numeri al Senato però potrebbero essere molto risicati e quindi il "soccorso azzurro" di Forza Italia tornerebbe  molto utile. 
Renzi insomma potrebbe prendere i due classici "piccioni con una fava": migliorare il testo e approvare la legge sulla legittima difesa come piace a lui e nel contempo riallacciare il dialogo con Berlusconi che potrebbe anche votare la legge se fossero introdotti i correttivi auspicati dall'ex premier. Chissà se per la prima volta il segretario del Pd non abbia ringraziato la maggioranza degli elettori del 4 dicembre 2016?

caricamento in corso...
caricamento in corso...