Schiaffo morale di D'Alema, rottama Renzi ma "non lo azzannerò come i suoi"

06 dicembre 2016 ore 11:26, Americo Mascarucci
"Al Pd serve una profonda svolta politica. Un certo disegno neocentrista, il Partito della Nazione, è stato battuto insieme alla proposta di riforma costituzionale. Bisogna ricostruire l'unità del partito e recuperare quelli che se ne sono andati, milioni di elettori. Alcuni dei quali sono tornati per votare No". 
E' il commento a caldo di un entusiasta Massimo D'Alema che nelle ultime settimane ha condotto una serrata battaglia per il No al referendum riuscendo poi alla fine a portarsi dietro anche la minoranza Dem.
D'Alema non nasconde la soddisfazione, ma allo stesso tempo smentisce le voci di un suo ritorno attivo sulla scena politica italiana.
Schiaffo morale di D'Alema, rottama Renzi ma 'non lo azzannerò come i suoi'
Tornerà a Bruxelles ad occuparsi della sua Fondazione. 
Però le idee le ha chiare: si deve tornare al progetto del centro sinistra gettando definitivamente alle ortiche l'idea del partito centrista di renziana memoria.

"Il Capo dello Stato darà l’incarico a una personalità che lavorerà a misurare le disponibilità per un governo necessario al paese- prevede D'Alema - Si dovrà verificare il senso di responsabilità delle forze politiche e credo che ci sia una maggioranza in Parlamento che non intenda favorire lo scioglimento irresponsabile delle Camere. Andare a votare ora sarebbe irresponsabile anche perché la Consulta deve ancora pronunciarsi sull’Italicum. E mi auguro che l’assunzione di responsabilità possa essere la più ampia possibile".  
Una stoccata a Renzi non manca ed è una stoccata ironica: 
"Era lui che voleva rottamare gli altri. Spero che questa passione gli sia passata"
Tuttavia gli riconosce "la dignità con cui ha tratto le conseguenze per la sconfitta". 
L'ex segretario dei Ds inoltre sembra suonare il de profundis al Premier anche se fa sapere che non farà parte della schiera di quanti si scateneranno contro Renzi per abbatterlo del tutto.
"Renzi ha provveduto a cambiare la legge elettorale alla Camera nella presunzione che il Senato sarebbe scomparso - conclude D'Alema -  io immagino che una parte di quelli che lo hanno seguito cercheranno di azzannarlo. Io non faccio parte di quella schiera. L'ho affrontato, a differenza di quello che dice lui, senza rancore". 
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