Legge elettorale, la mappa dei franchi tiratori

07 giugno 2017 ore 21:34, Andrea Barcariol
Partenza in salita per la nuova legge elettorale, sul modello tedesco. I conti sembrano già non tornare dal primo voto segreto dell'aula della Camera sulle pregiudiziali di costituzionalità. In teoria, infatti, Pd, M5S, Fi e Lega dovrebbero contare su 449 deputati, ma le pregiudiziali di costituzionalità sono state bocciate alla Camera con soli 310 voti contrari. Al netto dei deputati in missione, alla maggioranza che sostiene la riforma della legge elettorale, sono mancati 66 voti.

Legge elettorale, la mappa dei franchi tiratori
"Nelle pregiudiziali ci sono stati 100 voti in meno rispetto alla sommatoria dei 4 gruppi, vi ricordo cosa accadde quando furono 101..." - ha detto il capogruppo dem Ettore Rosato all'assemblea del Pd alla Camera riferendosi a quanto accadde quando Prodi, candidato di Bersani nel 2013, fu "bruciato" da 101 franchi tiratori nella corsa a Palazzo Chigi. "Sono sicuro che saranno importanti i primi voti, noi abbiamo la responsabilità di tenere duro fino in fondo" - ha sottolineato Rosato.
A conti fatti e al netto dei deputati in missione, alla maggioranza che sostiene la riforma della legge elettorale, sono mancati 66 voti sulle pregiudiziali, a quanto risulta dalla lettura dei tabulati della votazione segreta, franchi tiratori che potrebbero essere annidati nei vari gruppi.
A far tremare l'accordo faticosamente raggiunto dalle 4 principali forze politiche è anche la posizione espressa da Beppe Grillo che ha annunciato sul suo blog di lavorare a modifiche, soprattutto per il voto disgiunto, dicendo che la legge che uscirà dal dibattito in Parlamento dovrà essere rivotata dagli iscritti: "Oggi sono iniziate alla Camera le votazioni sulla legge elettorale. Come già fatto in commissione, anche in Aula cercheremo in tutti i modi di ottenere nuovi miglioramenti, come il voto disgiunto, le preferenze e i correttivi di governabilità. Non sappiamo se ce la faremo perché non dipende solo da noi. Abbiamo già ottenuto importanti risultati come la cancellazione delle pluricandidature e dei capilista bloccati". In caso di voto contrario degli iscritti al Movimento l'accordo salterebbe, come confermato da Roberto Fico, capogruppo M5S a Montecitorio, mentre il pentastellato Toninelli ha sottolineato che il M5S "non ha la volontà di affossare la legge, è a favore del voto disgiunto, ma non di emendamenti fatti per affossare tutto",  per spiegare l'astensione del Movimento sul voto disgiunto che ha creato non poche polemiche.

Un comportamento che ha fatto infuriare Renzi che non ha risparmiato un post velenoso su Facebook: "I grillini cambiano idea sulla legge elettorale che loro stessi hanno voluto e votato. Sono passati due giorni e già hanno cambiato posizione? Due giorni!". Ap invece invita alla calma, dopo gli scontri degli ultimi giorni tra Alfano e il segretario del Pd: "Occorre tornare nella normalità, programmiamo con calma e certezza i nostri lavori. Io chiedo una immediata convocazione dei capigruppo prima di iniziare i lavori per avere una certezza insieme su quando votare e una programmazione dei lavori" - ha sottolineato il capogruppo alla Camera Maurizio Lupi. Insomma, non proprio un buon inizio per la nuova legge elettorale e un pericoloso campanello d'allarme per i renziani, alimentato dalle voci sempre più insistenti di possibili brutti scherzì dei grillini al Senato, dove i numeri sono molto più ballerini.

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