Centrodestra: per Berlusconi premier l'amico di Renzi, Marchionne

07 luglio 2017 ore 13:57, Giuseppe Tetto

È proprio il caso di dirlo: Berlusconi a tutta birra. L’intramontabile Cavaliere decide di mettere la sesta e tirare a lucido il motore del centrodestra, affidandone le redini a chi di “cavalli” se ne intende: Sergio Marchionne. “Per il centrodestra punto su Sergio Marchionne. Tra non molto gli scade il contratto negli Stati Uniti, e se ci pensate bene sarebbe l'ideale”, qui è proprio Berlusconi in un colloquio, mercoledì sera, con alcuni giornalisti e editori di area centrodestra, riportato dal Tempo e Libero, che spiega le mosse da seguire.

Centrodestra: per Berlusconi premier l'amico di Renzi, Marchionne
SILVIO SPIAZZA TUTTI - L’idea di mettere alla guida del centrodestra il numero uno della Fca, è quella di sparigliare le carte sul tavolo del centrodestra e del Pd e che, nelle speranze di Berlusconi, rischia anche di funzionare. Quello che è certo, oltre che le speculazioni elettorali, è che la notizia ha non avrà fatto molto piacere né alla Meloni né a Salvini. Berlusconi da vecchio lupo politico, intanto ha già in mente piani di riserva (perché di questi tempi non si sa mai): se Marchionne non dovesse accettare l’invito, sono già pronti i nomi Dell’attuale ministro allo Sviluppo economico, Carlo Calenda, e quello di Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea. E un asso nella manica, scendere di nuovo in capo personalmente: “Come nel '94 -  ha detto - sento di dovermi dedicare al Paese”.

NUOVO PATTO DEL NAZARENO - Non si deve mai sottovalutare il Cavaliere e c’è già chi legge nella candidatura di Marchionne un ammiccamento fra le righe al “figlioccio” Renzi. Nell’ultima direzione del Pd, che doveva celebrare la ritrovata intesa fra le aree di pensiero (Franceschini e Orlando), invece sono volati stracci. Il segretario ha ribadito il suo “no” alle coalizioni e ha difeso la sua leadership (“In due milioni hanno votato alle primarie», e «io rispondo a loro, non ai capicorrente”), ricordando che a Genova il Pd è uscito sconfitto nonostante facesse parte di una ampia coalizione di centrosinistra.

Ecco che qui entra in gioco la carta berlusconiana di Marchionne, da sempre  pappa e ciccia con Renzi. Il numero uno della Fca potrebbe rappresentare quel trend union, che il fondatore di Forza Italia ha sempre cercato per creare un’alleanza forte e solida con l’ex sindaco di Firenze. Se l'intuizione fosse azzeccate, bisogna sempre tenere in conto un'eventuale passo indietro di Renzi, cosa che ad oggi sembra molto difficile. Che sia una nuova svolta per il patto del Nazareno?

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