Focus elezioni Sicilia: alleanze a sinistra, Alfano si sgretola e centrodestra compatto

07 settembre 2017 ore 13:53, Luca Lippi
La corsa per la tornata elettorale in Sicilia si fa sempre più serrata. La situazione allo stato dell’arte sembrerebbe delineata al netto di colpi di scena dell’ultima ora. Angelino Alfano (Ap) tende la mano a Fabrizio Micari. Il ministro insieme a Leoluca Orlando avrebbe stretto un accordo nonostante il suo partito ha subito uno sversamento a favore dellUdc. Dunque si conferma l’appoggio di Ap al centrosinistra.
Ora il candidato Micari deve proseguire la ricerca di altre alleanze a partire da Pisapia “Oggi non ho parlato con Pisapia, ma le dichiarazioni di ieri mi rendono fiducioso. Se si parla di programmi e si guarda a cosa c’è dall’altra parte penso che ci possano essere ancora margini per un’alleanza anche con la sinistra. Sono convinto che i temi del lavoro, dei diritti, delle politiche per i migranti e l’integrazione siano temi di centrosinistra”.
Focus elezioni Sicilia: alleanze a sinistra, Alfano si sgretola e centrodestra compatto
LA POSIZIONE DELLA SINISTRA
Claudio Fava sarebbe il candidato ideale per la sinistra: Fava, attuale candidato Movimento Democratico Progressista (MDP-Art. 1) e di Sinistra Italiana (SI), aveva detto che non si sarebbe candidato se non ci fosse stata una sinistra unita. Pare che la sinistra si stia stringendo intorno al suo nome. Tutti d’accordo per lanciare una nuova coalizione: “Siamo convinti che la sfida messa in campo è inedita per la Sicilia e per il nostro Paese. L’assemblea del 10 sancirà l’atto di nascita di una sfida politica che non si esaurirà con il voto del 5 novembre. Per questo chiamiamo a raccolta le esperienze migliori della società siciliana. È il tempo di un cambiamento necessario ed utile. Vogliamo mettere a disposizione dei siciliani e di tutte le forze che sostengono questo progetto le nostre competenze e la nostra passione”.

LA POSIZIONE DEL CENTRO-SINISTRA
L’attuale rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari è stato scelto principalmente da Leoluca Orlando, sindaco del capoluogo regionale, convinto che la scelta di esportare il Modello Palermo sia la chiave vincente per tutta la Sicilia. Dopo il passo indietro rassicurante della candidatura di Crocetta, anche Matteo Renzi riflette sulla candidatura di Micari.

LA POSIZIONE DEL CENTRO-DESTRA
ha affermato Silvio Berlusconi: “«Io scenderò in campo per invitare quei siciliani che, disgustati dalla politica e dai politici, si sono rassegnati e avevano scelto di non votare, ad aiutarci a dare vita ad una nuova stagione di vero buon governo per la ripresa e lo sviluppo della loro terra. Cambiare la politica, per cambiare la Sicilia: noi abbiamo le idee e gli uomini giusti per farlo”.
Nel centro-destra sta consumandosi un fil già visto, una rivisitazione del vecchio asse Cuffaro col quale compattarsi. Gli attori stavolta sarebbero Nello Musumeci come possibile Governatore della Sicilia, affiancato dall’ex Rettore dell’Università di Palermo Roberto Lagalla e dall’ex assessore regionale Gaetano Armao.

LA POSIZIONE DEL M5S
Ballano da soli. Alla corsa solitaria Giancarlo Cancelleri. I sondaggi lo attestano come unico possibile avversario del trittico Musumeci-Armao-Lagalla, ma si sa, le ultime elezioni sono state deleterie per il M5S, nonostante sembrava dovessero vincere in tutta la Sicilia.

I SONDAGGI
Secondo la rilevazione dell'Istituto Demopolis per il quotidiano La Sicilia di Catania le elezioni regionali del 5 novembre sono una sfida chiusa tra Giancarlo Cancelleri e Nello Musumeci.
Il candidato pentastellato è dato avanti con il 35% dei consensi seguito a ruota (34%) da quello del centrodestra.
Fermo a quota 22 punti percentuali Fabrizio Micari, il rettore di Palermo sostenuto dai dem e da Angelino Alfano che appena ieri ha incassato il sostegno di Crocetta (e la rilevazione considera la lista del presidente uscente tra i voti di Micari). Con il 6%, invece,Claudio Fava porterebbe Mdp e Sinistra Italiana all’Assemblea regionale siciliana (lo sbarramento è fissato al 5%) mentre tutti gli altri candidati si dividono 3% dei voti. Da segnalare anche i numeri legati all’affluenza: se si votasse oggi due milioni e mezzo di siciliani non andrebbero alle urne. Si tratta di più della metà – il 54% – degli elettori. Non va meglio tra il 46% delle persone che invece andrebbero a votare: uno su quattro non sa ancora per chi. 

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autore / Luca Lippi
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