Padoan spiega cosa c'entra lo spread con il debito

08 febbraio 2017 ore 13:51, Luca Lippi
Il titolare dell’Economia, #Padoan, pur mantenendo le posizioni nei confronti della Ue, si trova costretto a dover affrontare il problema dell’aumento dei tassi di interesse. Per questo motivo riapre alle #privatizzazioni per ridurre il #debito.
Qualcuno considera la scelta del ministro come un passo indietro, una scelta in contrasto con la posizione presa nei confronti della Ue dopo la lettera nella quale si 'minacciano sanzioni', in realtà è solamente un dato di fatto (la riduzione del debito) a cui il ministro avrebbe dovuto prima o poi fare fronte.
Dunque il taglio del debito, è ‘ulteriormente caldeggiato’ dall’impennata dello spread che ha raggiunto dimensioni moderatamente allarmanti.
Secondo indiscrezioni, le misure correttive potrebbero essere pronte prima di aprile, in anticipo rispetto alla presentazione del Documento di economia e finanza. Durante l’audizione al Senato Padoan ha ipotizzato una riduzione del rapporto deficit/Pil al 2,1% nel 2017, mentre il rapporto tra debito e Pil dovrà arrivare al 132,5%.

Padoan spiega cosa c'entra lo spread con il debito

Tra le misure, quella più veloce da prendere è una nuova tornata di privatizzazioni, che dovrebbero coinvolgere sia Poste Italiane che Fs. Si tratta ancora di indiscrezioni, ma nelle ultime ore si è anche parlato dell’introduzione di una Web Tax e sulla tassazione di Airbnb.
Al vaglio anche l’ipotesi dell’estensione del nuovo sistema di liquidazione Iva alle società pubbliche. Rimarranno fuori da questi interventi, forse da approvare nella prossima legge di bilancio, misure che impattino su beni e servizi, e dunque non verranno contemplati aggiustamenti sull’autotrasporto.
Pier Carlo Padoan parlando del rialzo dello Spread ha detto: Le vicende di questi ultimi giorni e di queste ultime ore ci ricordano in modo sgarbato come un Paese ad alto debito non possa non occuparsi della sua discesa. Per il governo la riduzione del debito resta un obiettivo centrale”.
Il progetto di riavviare la stagione delle privatizzazioni era già nei progetti del governo, in tempi non sospetti (prima che lo spread riprendesse la sua corsa) il viceministro dell’Economia Enrico Morando, ha annunciato all’Adnkronos che dopo lo stallo del 2016, determinato dalle non favorevoli condizioni di mercato, il governo punta nel 2017 a incassare circa 7 miliardi dalle privatizzazioni. 
Un obiettivo certamente ambizioso, che però viene ritenuto strategico. L’anno scorso le condizioni di mercato avevano costretto il governo Renzi ad accontentarsi di molto meno (circa 1,6 miliardi, lo 0,1% del Pil, sugli 8 miliardi previsti) tra Enav e Grandi Stazioni Retail. Il capitolo Fs era slittato al 2017, insieme alla fase 2 della privatizzazione di Poste e al grosso degli incassi sugli immobili. 
La lente della Ue sul nostro debito e soprattutto l’accelerazione del rialzo dei tassi dettata dall’incertezza politica più che dalla instabilità economica globale, hanno contribuito alla ‘stura’ del piano delle privatizzazioni del Paese che ora torna al primo posto nelle urgenze dell’esecutivo. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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