Feltri gioca al razzista: siciliani e immigrati questione di malaria e piattole

08 settembre 2017 ore 12:55, Micaela Del Monte
"Io non vado neanche in Sicilia, e ti pare che vado in Burkina Faso?”, sono state queste le parole di Vittorio Feltri durante l'intervista da Cruciani durante La Zanzara a "Radio24", il direttore di Libero ha infatti confermato di non essere mai stato in Sicilia e soprattutto di considerare i siciliani al pari degli africani di cui non sopporterebbe nemmeno l’odore. Non solo, pare che Feltri abbia anche associato l'Isola a quanto di più sgradevole può accadere ad uno come lui, tipo incrociare quelli che portano malaria e piattole.

Feltri gioca al razzista: siciliani e immigrati questione di malaria e piattole
“Noi di Libero non siamo impazziti e non facciamo dei titoli inventati e campati per aria. Gli immigrati portano la miseria, è un dato di fatto. E portano anche le malattie, visto che anche i casi di tbc sono raddoppiati negli ultimi sei mesi. Questa immigrazione incontrollata e massiccia porta malattie che erano state sconfitte definitivamente: non solo la malaria, ma anche la tbc”
, ha continuato Feltri a La Zanzara. “Queste malattie – dice Feltri - hanno ripreso a mietere vittime e quindi sostenere che portano malattie significa dire la verità, una verità che l’ipocrisia della sinistra in particolare cerca di diminuire e coprire. Chi ci critica o è in malafede o è cretino”.

Queste però sono solo le ultime parole pronunciate da Feltri sulla questione immigrati: "Gli immigrati non danno nessun fastidio a noi che viviamo in quartieri puliti e di un certo livello. Ma ai poveracci di Quarto Oggiaro e di altri quartieri periferici di tante città creano tanti problemi. Questi si trovano ogni giorno di fronte a situazioni imbarazzanti create dai migranti. Sono estranei che non hanno un alloggio, né un lavoro e faticano ad integrarsi. Le persone che non sono abbienti e non abitano in zone infestate da immigrati, se ne strafregano degli immigrati”. Ma hai preso una metro o un autobus?: “No, la metro mai. Così non incontro neri e abbronzati. Non posso lamentarmi di loro, perché non so chi siano, non li vedo. Per cui me ne frego del problema degli immigrati. Se ho preso l’autobus? Si, l’ho preso in anni in cui non esistevano immigrati. Li abbiamo sempre chiamati negri. Il problema è che a Bergamo ce n’era uno solo e quando lo vedevano in giro, lo guardavano ma non perché fossero razzisti. Ma perché non ne avevano mai visto uno. Se ce ne sono 100 mila a Milano, è chiaro che incominciano a rompere i coglioni”. Ma lo prenderesti oggi un bus a Milano?: “Ma neanche morto. Me ne strafrego degli immigrati perché non li frequento”, furono le parole di Vittorio Feltri al La Zanzara lo scorso 14 luglio 2017.
  
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