Ddl povertà diventa legge: come funziona il reddito di inclusione

09 marzo 2017 ore 16:09, Luca Lippi
Il Senato sblocca il Ddl delega sul contrasto alla povertà, è passato con 138 Sì, 71 No, 21 astenuti diventando in questo modo legge dello stato. Si concretizza dunque il concetto di ‘reddito di inclusione’ per quei nuclei familiari che avranno i requisiti previsti dalla legge.
Il Primo ministro Gentiloni accoglie con favore il passaggio twittando: “Impegno sociale è priorità del Governo”. Le misure saranno finanziate con 4 miliardi di euro.

IL CONTENUTO DEL DECRETO
L’articolo collegato alla manovra, delega il Governo ad adottare entro sei mesi più decreti legislativi per introdurre una “misura di contrasto della povertà assoluta, denominata reddito di inclusione, per riordinare le prestazioni di natura assistenziale e per rafforzare e coordinare gli interventi dei servizi sociali garantendo in tutto il territorio nazionale i livelli essenziali delle prestazioni”.

NEL DETTAGLIO
Il reddito di inclusione deve essere una misura unica a livello nazionale, di carattere universale, subordinata alla prova dei mezzi e all'adesione a un progetto personalizzato di inclusione, articolata in un beneficio economico e in una componente di servizi alla persona. 
Per beneficiare della misura sarà previsto un requisito di durata minima di residenza nel territorio nazionale. Previsto anche un graduale incremento del beneficio e dell'estensione dei beneficiari, da individuare prioritariamente tra i nuclei familiari con figli minori o con disabilità grave, donne in stato di gravidanza, disoccupati di età superiore a 55 anni.

Ddl povertà diventa legge: come funziona il reddito di inclusione

PLATEA DI RIFERIMENTO
Già individuate circa 400mila famiglie (come spieghiamo nel dettaglio qui), il ministro del lavoro Giuliano Poletti chiarisce che a beneficiare del reddito di inclusione saranno circa 400 mila nuclei familiari con minori a carico, pari a un milione e 770 mila individui. Attualmente il Sia (che diventera' Rei) è pari a 400 euro al mese, che saranno elevati a circa 480 euro estendendo i requisiti di accesso.

IL SIA
Intanto prosegue l'attuazione del SIA, il Sostegno per l'inclusione attiva, operativo da settembre 2016, che ha permesso di testare il nuovo approccio e che ha già dato risposte concrete a circa 65 mila famiglie per un totale di 250 mila persone. A breve, grazie alla maggiore disponibilità di risorse (1,6 miliardi per il 2017) sarà emanato un decreto che amplierà la platea di beneficiari raggiungendo oltre 400 mila nuclei familiari, per un totale di 1 milione e 770 mila persone. 

IN CONCLUSIONE
L’approvazione del ddl sulla povertà rappresenta un passo storico verso l’introduzione di una misura universale che tenga conto della condizione di bisogno economico e non dell’appartenenza a singoli categorie. Il provvedimento che introduce il reddito da inclusione, assume l’acrnimo di REI.  
Per quanto riguarda il reinserimento al lavoro sarà naturalmente determinante il ruolo dei Centri per l’impiego che potranno contare su 600 ulteriori unità di personale che, nella prospettiva di attuazione del REI, avranno il compito, in collaborazione con i servizi sociali del territorio, di favorire il collocamento al lavoro delle persone più deboli.  

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autore / Luca Lippi
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