Giulia a 41 anni tenta di abortire, no di 23 ospedali: la Cgil l'aiuta

01 marzo 2017 ore 15:28, Adriano Scianca
Ha girato 23 ospedali per poter abortire, ma ha trovato solo obiettori. È la storia di Giulia, 41enne libera professionista padovana. La donna ha scoperto di essere rimasta incinta a dicembre. “Non doveva succedere, uso la spirale, mai e poi mai mi sarei aspettata una nuova gravidanza”, racconta. 

Giulia a 41 anni tenta di abortire, no di 23 ospedali: la Cgil l'aiuta

La legge impone di procedere all’ivg entro i primi novanta giorni. “Ho iniziato a fare qualche telefonata, inizialmente mi sono mossa pensando fosse relativamente semplice, contattando il mio ginecologo, l’ospedale di Padova. Mi sono accorta subito che tentennavano, da lì è iniziata un’odissea”. Dopo aver girato 23 ospedali della regione, alla fine ha trovato una struttura che in extremis ha accettato di farla abortire. “Dopo aver provato con tutte le strutture del Padovano, ho passato a tappeto il Vicentino e il Veneziano, compreso Chioggia e Portogruaro, quindi Rovigo, Verona. Ho tentato anche Trieste, Bolzano. Le risposte erano le più disparate: non ce la facciamo, siamo già al limite, non riusciamo a stare nei tempi, ci sono le vacanze, sono tutti obiettori”. 

Alla fine solo grazie all'intervento della Cgil a cui lei si era rivolta, la situazione si è sbloccata. “Che senso ha promuovere una legge per dare diritto di scelta e poi non si mette nessuno nelle condizioni di farlo, lo trovo offensivo e inutilmente doloroso. Una struttura pubblica doveva darmi garanzia dell'applicazione della normativa”, si lamenta Giulia. La polemica arriva a pochi giorni dalle polemiche sul bando della Regione Lazio rivolto all'assunzione di medici non-obiettori presso l'ospedale San Camillo. 
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