Scandalo sangue infetto, arrivano centinaia di risarcimenti dal Ministero

11 aprile 2017 ore 21:15, Micaela Del Monte
Qualche settimana fa vi avevamo raccontato il caso di Salvatore, morto a Cagliari diversi anni fa a causa di una trasfusione di sangue infetto che gli aveva provocato un tumore al fegato. La famiglia di salvatore, a distanza di anni, ha ricevuto 960mila euro di indennizzo da parte del Governo. Come raccontato già il caso di Cagliari non fu l'unico, così come i risarcimenti. 

Scandalo sangue infetto, arrivano centinaia di risarcimenti dal Ministero
LA SENTENZA
Oggi i giudici hanno confermato una sentenza del Tribunale di Roma e condannato al pagamento di centinaia di risarcimenti per emotrafusioni il ministro della Salute. La ragione: è lui che risponde dei danni conseguenti a epatite e a infezione da HIV, contratte da soggetti emotrasfusi, per omessa vigilanza sulla sostanza ematica e sugli emoderivati.

RICORSO RESPINTO
Con questa motivazione la Corte d'Appello di Roma ha respinto (sentenza n. 2270 del 2017) il ricorso del ministero della Salute alla condanna emessa dal Giudice monocratico civile del Tribunale di Roma, che impegnava il dicastero a risarcire centinaia di emotrasfusi contagiati. Il ministero aveva fatto ricorso ritenendo che, essendo il danno legato a diverse trasfusioni, la responsabilità doveva essere attribuita alle singole Regioni che hanno competenze in materia di salute umana e veterinaria. Un punto di vista respinto dai giudici. Secondo il presidente dell'Associazione per malati emotrasfusi e vaccinati di Firenze, Marcello Stanca, inoltre, è particolarmente importante "il fatto che i giudici abbiano ritenuto presunta la responsabilità da contagio a partire dall'anno 1979, stabilendo che sangue ed emoderivati somministrati agli ammalati non rispondevano ai requisiti di 'pulizia' e di igiene preventiva che avrebbero sicuramente impedito il contagio".

In questo quadro di nuovi principi, "l'Amev Firenze auspica che il Governo voglia finalmente estendere il diritto all'equa riparazione, pari a 100.000 euro, a tutti i contagiati da emotrasfusione che finora sono stati esclusi dall'accesso al beneficio".


LO SCANDALO 
Lo scandalo del cosiddetto sangue infetto scoppia in Italia tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90, quando si scopre che alcune aziende farmaceutiche hanno commercializzato nel nostro paese flaconi di emoderivati contaminati. Era, in pratica, sangue ottenuto volontariamente da soggetti a rischio (detenuti, tossicodipendenti) molto più economico per le cause farmaceutiche che riuscivano poi a piazzare i prodotti infetti sul mercato dopo aver fatto pressioni su politici e funzionari pubblici. Decine di migliaia di persone sono state contaminate negli anni da virus mortali come l’Aids o l’epatite B e C.
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