Trombosi, italiani "ignoranti": come si riconosce e come colpisce

11 ottobre 2017 ore 16:39, Micaela Del Monte
Soltanto un italiano su tre conosce i sintomi della trombosi e questo risulta essere un problema dal punto di vista della prevenzione. La trombosi venosa da sola è in grado di causare ogni anno più morti del cancro e degli incidenti stradali: ma potrebbe essere evitata, se la conoscessimo. Ecco perché anche ALT, insieme a tante altre associazioni dedicate alla prevenzione delle malattie cardiovascolari, sotto l’egida di ISTH, International Society for Thrombosis and Haemostasis, società scientifica che riunisce gli esperti di trombosi di tutto il mondo, partecipa alla giornata mondiale della trombosi World Thrombosis Day  di venerdì 13 ottobre, con l’obiettivo di diffondere conoscenza e consapevolezza su un nemico che è possibile non solo battere ma anche evitare. 

Trombosi, italiani 'ignoranti': come si riconosce e come colpisce
COS'È' LA TROMBOSI

La trombosi è un coagulo di sangue che si forma in un’arteria o in una vena e causa infarto del miocardio o ictus cerebrale, embolia polmonare o trombosi delle arterie o delle vene che conosciamo con il nome di flebite. Le malattie da trombosi hanno un'alta incidenza tra coloro che hanno 50 anni o più; possono essere evitate almeno in un caso su tre, perché la prevenzione delle malattie da trombosi è possibile.

CAUSE
Inattività prolungata. Quando per qualsiasi motivo si sta per lungo tempo fermi nella stessa posizione il sangue tende ad accumularsi nella parte inferiore dell’organismo (gambe); nel quotidiano non è un problema, perchè non appena si riprende un qualche movimento il flusso sanguigno si riattiva efficacemente e riprende a circolare in modo regolare. In casi particolari di inattività forzata il rallentamento può essere così significativo da favorire la formazione di trombi.
Viaggi lunghi in aereo o auto. Stare seduti per periodi protratti, ad esempio quando si guida o si fa un viaggio in aereo, rappresenta un caso particolare del caso precedente.. Se le gambe rimangono ferme troppo a lungo i muscoli dei polpacci, che in condizioni normali aiutano il sangue a circolare, non si contraggono e si possono così formare dei trombi all’altezza dei polpacci. Anche se stare seduti per periodi protratti rappresenta un fattore di rischio, la possibilità di comparsa della trombosi venosa profonda durante i viaggi in aereo o in auto è relativamente bassa per soggetti altrimenti sani.
Ospedalizzazione. Oltre all’immobilità forzata gli anestetici generali usati durante gli interventi chirurgici possono far dilatare le vene, aumentando il rischio di ristagno del sangue e quindi di formazione di coaguli, inoltre i rischi aumentano considerevolmente in caso di:
- operazione più lunga di 90 minuti (o di 60, nel caso coinvolga gamba, anca o addome),
- l’intervento riguardi una condizione infiammatoria, ad esempio l’appendicite,
- si debba necessariamente rimanere a letto per gran parte della giornata o più per almeno tre giorni.
Vasi sanguigni danneggiati. Se le pareti di una vena vengono danneggiate (rottura di un osso, infortunio muscolare grave, intervento chirurgico alle gambe, … o condizioni come vasculite, vene varicose, …) il meccanismo di riparazione può esporre a un rischio maggiore di trombosi.
Malattie ereditarie della coagulazione. Alcuni pazienti possono ereditare malattie in grado di aumentare la facilità di coagulazione del sangue (trombofilia, sindrome da antifosfolipidi…).

CHI COLPISCE
Su 100 casi di trombosi venosa, 60 si verificano in pazienti ricoverati o appena dimessi dall’ospedale. In sostanza le persone a maggior rischio di trombosi sono i pazienti ricoverati in ospedale, chi ha subito un intervento chirurgico, coloro che hanno un tumore, chi è rimasto immobilizzato a lungo, chi porta una ingessatura, le donne in gravidanza o nel periodo dopo il parto, o coloro che assumono farmaci a base di ormoni, o sono sottoposti a chemioterapia. 

SINTOMI DELLA TROMBOSI
Nella metà dei casi circa non compare alcun sintomo. Quando presenti, i sintomi della trombosi venosa profonda sono:

- gonfiore della zona colpita,
- dolore,
- rossore e aumento della temperatura della zona colpita.

Quando parliamo di trombosi alla gamba

- il dolore di solito si manifesta all’altezza del polpaccio e assomiglia a un crampo o ad uno stiramento,
- viene avvertito soprattutto stando in piedi o camminando.
- gonfiore e dolore possono estendersi fino a caviglia e piede.
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