Luci da disco anti-Alzheimer: flash divorano proteine della demenza

12 dicembre 2016 ore 11:26, Adriano Scianca
Flash di luci stroboscopiche negli occhi per guarire dall'Alzheimer: è l'idea dei ricercatori del Massachussets Institute of technology (Mit). Grazie alle luci da discoteca (ma molto più veloci), le cellule immunitarie sono infatti spinte a divorare le proteine beta-amiloide che si accumulano nel cervello causando la demenza. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Nature, il tasso perfetto di flash è di 40 lampi al secondo, un tremolìo a malapena percepibile, quattro volte più veloce delle luci stroboscopiche della discoteca. 

Luci da disco anti-Alzheimer: flash divorano proteine della demenza

Lo sviluppo di proteina beta-amiloide è uno dei primi cambiamenti che si osservano nel cervello dei malati di Alzheimer. Si accumula, formando delle placche, che si ritiene causino la morte dei neuroni e la perdita di memoria. Da tempo si studiano modi per prevenire la formazione di queste placche con i farmaci, ma i risultati finora sono stati deludenti. I ricercatori guidati da Li-Huei Tsai hanno fatto degli esperimenti con i topi: messi di fronte ai lampi di luce per un’ora, hanno fatto riscontrare un'evidente riduzione della proteina beta-amiloide nelle 12-24 ore successive, nelle parti del cervello deputate alla vista. Facendolo tutti i giorni per una settimana, i cali di proteina sono stati ancora maggiori. 

Allo stesso modo, una stimolazione luminosa diretta all’area del cervello che gestisce la memoria – l’ippocampo – ha portato ad una riduzione di beta-amoloide lì. La luce funziona perché chiama a raccolta le cellule immunitarie che vi si trovano (le microglia), che agiscono da spazzine, mangiandosi agenti patogeni pericolosi, come le proteine beta-amiloide. L’idea è che eliminando la proteina, e fermando la formazione di placche, si riesca a bloccare l’avanzata della malattia e dei suoi sintomi. 

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