Cosa c'è dietro i 400 casi di morbillo solo a giugno: nodo vaccini

12 luglio 2017 ore 15:48, Micaela Del Monte
Il morbillo continua a spaventare il nostro Paese, tanto che dall’inizio dell’anno in Italia si sono verificati 3.501 casi di morbillo e 2 decessi. Di questi 192 hanno riguardato neonati sotto l'anno di vita e due hanno portato alla morte i piccoli malati. I dati sono dell'ultimo bollettino settimanale (aggiornato al 25 giugno) a cura del Ministero della Salute e dell'Istituto superiore della sanità (Iss). Dei 3.501 casi il 89% non era vaccinato, il 6% lo era ma con una sola dose. Il 35% aveva almeno una complicanza (diarrea nel 21,9% dei casi, nel 18,5% stomatite, nel 12,2% congiuntivite), il 41% è stato ricoverato e il 22% in pronto soccorso.

Cosa c'è dietro i 400 casi di morbillo solo a giugno: nodo vaccini
I casi di morbillo tra gli operatori sanitari sono stati 255 e l’età media di 27 anni. I dati emergono dall’ultimo bollettino sul morbillo in Italia elaborato dal Sistema di sorveglianza integrato Morbillo e Rosolia dell’Istituto superiore di Sanità. In merito all’età, nel 56% dei casi il morbillo ha riguardato la fascia d’età compresa tra i 15 e i 39 anni, nel 17% persone con età inferiore ai 39 anni e nel 12% la fascia tra 1-4 anni.

Il precedente bollettino (aggiornato al 18 giugno), riportava in tutto 3.074 casi, ma i circa 150 in più non si sono tutti verificati nell’ultima settimana. “I casi che si aggiungono ogni settimana al totale – si legge sul portale del Ministero – non sono solo i casi effettivamente insorti, ma anche quelli che sono stati inseriti in ritardo” e “che si riferiscono a persone che hanno manifestato i sintomi nelle settimane precedenti”. Inoltre, si tratta, non di tutti i casi verificatisi, bensì solo di quelli arrivati a conoscenza delle autorità. Nei primi sei mesi del 2017, sono stati 246 i casi tra gli operatori sanitari, cioè una categoria particolarmente a rischio di contagiare persone che presentano un sistema immunitario indebolito. Quasi tutte le Regioni (18 su 21) hanno segnalato casi, ma il 90% proviene da: Piemonte, Lazio, Lombardia, Toscana, Abruzzo, Veneto e Sicilia. Le complicanze più di frequenti sono state diarrea, stomatite, congiuntivite, polmonite, epatite e insufficienza respiratoria.
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