In palestra digiuni per bruciare grassi: effetto consumo al massimo

13 aprile 2017 ore 13:43, Americo Mascarucci
Non andare mai in palestra a stomaco pieno: vietato mangiare prima di allenarsi visto che questo potrebbe compromettere i risultati dell'attività fisica. Con il cibo sullo stomaco si avrebbe più difficoltà a bruciare i grassi che è la prima ragione per cui ci si reca in palestra. È quanto emerge da uno studio dell’Università di Bath, nel Regno Unito, pubblicato sulla rivista American Journal of Physiology – Endocrinology and Metabolism. Lo studio inglese ha esaminato 10 uomini adulti in sovrappeso a cui è stato chiesto di camminare per 60 minuti a un 60 per cento del consumo massimo di ossigeno a stomaco vuoto e, in un’altra occasione, due ore dopo aver consumato una colazione ricca di carboidrati e ad alto contenuto calorico. 
I ricercatori hanno prelevato del sangue a digiuno, dopo i pasti e dopo lo sforzo fisico, raccogliendo anche campioni di tessuto adiposo immediatamente prima e un’ora dopo le camminate.
In palestra digiuni per bruciare grassi: effetto consumo al massimo
Dai risultati è emerso, come evidenzia Dylan Thompson, tra gli autori dello studio, che "dopo aver mangiato, il tessuto adiposo è occupato a ‘rispondere’ al pasto e l’esercizio in questo momento, non stimolerà gli stessi cambiamenti in termini di benefici. Questo significa- conclude- che l’esercizio in uno stato di digiuno potrebbe provocare cambiamenti più favorevoli nel tessuto adiposo, e ciò potrebbe essere benefico per la salute a lungo termine". 
Va detto tuttavia che sull'argomento sissistono diverse scuole di pensiero e c'è anche chi sostiene che andare in palestra a stomaco vuoto potrebbe alla lunga anche avere effetti collaterali incidendo soprattutto sullo stress. 

COSA MANGIARE DOPO LA PALESTRA
Se dunque è preferibile non mangiare prima di fare sporto, molti si chiedono cosa mangiare invece dopo aver fatto esercizio in palestra.
Come riporta il sito Mypersonaltrainer "tenendo in considerazione le necessità nutrizionali soggettive, in funzione dell'obbiettivo e del tipo di allenamento, i pasti da consumare dopo l'impegno fisico possono essere a prevalenza glucidica o proteica, con una rapidità di ingresso in circolo variabile, e una percentuale lipidica altrettanto fluttuante.
Ipotizzando che l'obbiettivo sia quello di favorire più rapidamente possibile l'anabolismo delle scorte glucidiche, lo spuntino post allenamento sarà precoce, quasi interamente a base di carboidrati a medio-alto indice glicemico, con pochissime fibre, proteine e lipidi (potrebbero essere consigliati alcuni amminoacidi ramificati di supporto integrativo). Quindi, via libera a liquidi dolci, succhi di frutta, gallette di riso, fette biscottate, patate lesse, banana matura, riso bianco bollito ecc. Non è da escludere un secondo spuntino post allenamento a base proteica e lipidica, da assumere dopo circa 1-2 ore di distanza; è il caso di: yogurt (normali, addensati, magri, interi ecc), tonno, albume d'uovo cotto, affettati magri (possibilmente poco salati), roast-beef e pochi semi oleosi (mandorle, noci, nocciole, pistacchi, pinoli ecc.).
D'altro canto, se l'obbiettivo anabolico interessa prevalentemente le fibre muscolari, lo spuntino sarà certamente misto. I carboidrati ad alto indice glicemico fungeranno da stimolatore insulinico e gli alimenti di origine animale da substrato plastico (amminoacidi). La tolleranza temporale è maggiore e gli alimenti possono essere assunti anche dopo 15 minuti dal termine dell'allenamento. I prodotti sono gli stessi ma a porzioni inferiori; in pratica, parte di quelli glucidici lascia spazio ai proteici. Meglio evitare troppe fibre e lipidi per non ridurre troppo l'indice glicemico.

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