Dal tumore all'ictus, le nove super malattie da carne rossa: come difendersi

13 maggio 2017 ore 14:28, Americo Mascarucci
Tumori, malattie cardiache e respiratorie, ictus, diabete, infezioni, demenza di Alzheimer, patologie renali ed epatiche croniche. E' l'elenco delle malattie cui potrebbe andare incontro chi mangia carne rossa in abbondanza. Nove patologie rilevate da uno studio dei ricercatori dei National Cancer Institute di Bethesda. Ormai da tempo sulla carne rossa a livello mondiale è in corso un dibattito che ha coinvolto anche l'Italia fra chi ritiene che il consumo vada limitato al massimo in quanto causa di tumori e altre malattie, e i produttori di carne che sulla base di altre evidenze scientifiche contestano questi studi.
Dal tumore all'ictus, le nove super malattie da carne rossa: come difendersi

LO STUDIO - Gli scienziati hanno eseguito indagini su un campione di popolazione di età avanzata appartamenti all’associazione dei pensionati (American Association of Retired Persons) in sei stati e due grandi aree metropolitane degli Stati Uniti, i quali hanno analizzato gli stessi per sedici anni fino al 2016. I risultati di questo studio, avrebbero dimostrato che il consumo di carni rosse e processate si correla con un aumento medio di mortalità del 26% per tutte le cause e per nove cause specifiche. La correlazione più forte è emersa con la mortalità da epatopatia cronica che aumenta del 230% nei forti consumatori di carni rosse.
Lo studio ha previsto la suddivisione in cinque fasce dei possibili consumi di carne utilizzando come parametro il rapporto grammi su calorie. Per i tumori sarebbe stato rilevato che, se per coloro che mangiano un grammo di carne ogni mille calorie vengono riscontrati 7.869 individui con malattie legate al consumo di carne rossa, per i restanti gruppi c’è molta preoccupazione: basti pensare che per l’ultima fascia (chi assume cinque grammi di carne su mille calorie) ben 10.275 persone sono state colpite dal fibroma. La colpa sembra essere ricondotta in parte al ferro eme, tipico della carne rossa, ed ai nitriti e nitrati degli insaccati, aggiunti agli altri fattori quali i carcinogeni che si formano nella cottura, alcuni additivi, i contaminanti nei cibi dati agli animali e il fatto che se si mangia più carne si consumano meno vegetali freschi.

GLI ESPERTI - "L’uomo moderno mangia un quantitativo di carne che è circa 10 volte quello dei primi esseri umani - riferiscono gli autori dello studio - e assume moltissime proteine animali (circa un quinto del suo fabbisogno energetico): per questo è necessario cambiare radicalmente abitudini, come si è fatto con le sigarette. Anche perché gli allevamenti intensivi sono responsabili di buona parte del disastro ambientale planetario, dal consumo scriteriato e scarsissimamente efficiente di acqua ed energia all’emissione di metano alla perdita di biodiversità dovuta alle monocolture di mais e soia da cui si ricavano i mangimi".

COME DIFENDERSI - Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin dopo che l'Organizzazione Mondiale della Sanità nell'ottobre del 2015 aveva inserito le carni rosse nell'elenco degli alimenti che favorivano l'insorgenza del cancro scatenando le polemiche dei produttori, incaricò il Comitato nazionale per la Sicurezza Alimentare di rilasciare un parere in merito.
Il Cnsa confermò che l’eccessivo consumo di carni rosse può effettivamente provocare neoplasie ma specificando che "l’effetto cancerogeno delle carni è condizionato da abitudini di cottura e trasformazione". Nel contempo i ricercatori del Cnsa specificarono anche che la carne resta un alimento importantissimo contenendo una notevole quantità di proteine utilissime per la crescita e il sostentamento dell’uomo. Il Cnsa, nella sua valutazione, ha anche detto che la carne non fa male se consumata in maniera limitata e che spesso il suo consumo può essere sostituito da alimenti che contengono vitamine e fibre. Il Cnsa ha raccomandato inoltre di: "prestare particolare attenzione alle modalità di preparazione e cottura degli alimenti, limitando, in particolare, cotture alla griglia ad alte temperature e fritture".

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