Il morbillo fa paura: quasi 3.000 casi, il 35% con complicanze

15 giugno 2017 ore 21:41, Andrea Barcariol
Il morbillo continua a spaventare l'Italia. Sono quasi 3.000 i casi registrati dall'inizio 2017, di questi 180 hanno riguardato neonati sotto l'anno di vita. E' quanto emerge dal 12/mo bollettino settimanale (5-11 giugno), a cura del ministero della Salute e dell'Istituto superiore della sanità (ISS), nato per monitorare l'epidemia di morbillo in corso nel nostro Paese.

Il morbillo fa paura: quasi 3.000 casi, il 35% con complicanze
Il trend dei contagi è decrescente visto l'arrivo dell'estate, ma resta alto se si considera che in tutto il 2016 erano stati 844 i contagiati. In particolare, solo nel mese di maggio dello scorso anno i casi erano stati 82, a maggio 2017 cinque volte tanto, ben 565. Lazio, Toscana, Lombardia e Piemonte le regioni maggiormente colpite dall'epidemia. Rispetto ai 2.988 contagiati finora nel 2017, l'età media è di 27 anni, l'89% non era stato vaccinato, il 6% aveva ricevuto una sola dose di vaccino, il 6% vaccinato con 1 sola dose (non sufficiente ad assicurare copertura), il 35% ha avuto almeno una complicanza, il 40% è stato ricoverato, il 15% si è recato al Pronto soccorso. I dati di maggio, in particolare, mostrano come rispetto allo stesso mese dell’anno precedente i numeri siano aumentati da 82 contagi a 565.
"L'aumento dei casi di morbillo conferma l'allarme - aveva scritto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin -. Fondamentale e urgente l'applicazione del nuovo piano vaccini (approvato a maggio con decreto legge del govenro ndr)". Fra le complicanze le più frequenti sono risultate diarrea (21,1%) e stomatite (17,3%), mentre si sono avuti anche trombocitopenia, ovvero un calo delle piastrine nel sangue (5%), convulsioni (0,4%) ed encefaliti (0,1%).

MORBILLO

E' una malattia infettiva virale molto contagiosa, che viene detta infantile perché colpisce spesso i bambini tra 1 e 3 anni, eduna volta contratta e guarita instaura nell’organismo una immunità permanente, cioè non ci si può più ammalare di questa patologia per il resto della vita. La protezione immunitaria definitiva è la stessa e identica a quella che assicura il vaccino contro il morbillo, da giorni divenuto obbligatorio nel nostro Paese. Nel 2002 in Italia si è verificata una vasta epidemia, con una stima di oltre 40mila bambini infettati, con molte centinaia di ricoveri negli ospedali. Per tale motivo nel 2003 è stato inaugurato il “Piano di eliminazione del morbillo”, e già nel 2005 si è avuto il minimo storico di incidenza di tale malattia.

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