Superbatteri battuti da un nuovo farmaco, il "punto debole" è nei geni

15 marzo 2017 ore 17:22, Micaela Del Monte
I superbatteri non sono più invincibili. I ricercatori dell'Università di Copenhagen hanno sviluppato un farmaco innovativo capace di ripristinare la vulnerabilità dei "superbatteri" resistenti agli antibiotici. In uno studio dell'equipe guidata dall'italiano Luca Guardabassi, pubblicato su Scientific Reports e Antimicrobial Agents and Chemotherapy, si spiega che il risultato è stato possibile con il Klebsiella pneumoniae, causa di polmoniti letali, e con l'Escherichia coli.

Superbatteri battuti da un nuovo farmaco, il 'punto debole' è nei geni
Gli scienziati hanno misurato il contributo di ogni singolo gene del batterio alla resistenza all’antibiotico, arrivando così a identificare quelli vitali e necessari al Klebsiella pneumoniae per sopravvivere con la colistina, l’antibiotico usato come ultima risorsa per le infezioni causate da questi batteri. Per dimostrare la sicurezza ed efficacia della tecnica, hanno mostrato che disattivando uno di questi geni il batterio resistente diventa di nuovo vulnerabile all’antibiotico. Inoltre hanno trovato geni simili che, se disattivati, ripristinano la ricettività dell’E.coli anche ad altri tipi di antibiotici. ”La nostra scoperta mostra che i superbatteri resistenti non sono invincibili. Hanno un tallone d’Achille e ora sappiamo come batterli”, commenta Guardabassi. Si aprono cosi’ nuove prospettive di sconfiggere i superbatteri combinando gli antibiotici con farmaci che inibiscono la resistenza, migliorando così l’efficacia dell’antibiotico.
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